Olga Treivas: Un Percorso Multidisciplinare
Olga Treivas, architetto e designer di origine moscovita, è la fondatrice del Treivas Architecture Bureau, uno studio multidisciplinare con sede a São Paulo, in Brasile. La sua attività spazia dalla progettazione di oggetti da collezione all’architettura di spazi pubblici. Dopo essersi formata e affermata in Russia, dove le sue opere sono state esposte in gallerie e istituzioni museali dedicate alle arti decorative, Treivas ha trasferito il fulcro della sua attività in Brasile, adattando materiali, maestranze e l’approccio ai suoi oggetti.
La sua produzione di design si articola in due filiere parallele principali: la lavorazione del vetro e quella del legno.
La Rielaborazione del Cristallo Molato
Nella filiera vetraria, Treivas si confronta con il cristallo molato, un materiale con una storia sociale significativa. Per gran parte del Novecento, il cristallo molato ha rappresentato uno status sociale, esposto nelle vetrine borghesi e sovietiche come oggetto di ostentazione più che di uso. I pezzi di Treivas, nel passaggio dalla credenza di famiglia allo stand di una fiera di collectible design, assumono il peso di questo capitale simbolico, senza rimuoverlo. Il repertorio della molatura, tradizionalmente sottrattivo, cede progressivamente il passo a procedimenti additivi eseguiti a caldo, quando la materia è ancora fluida. Questo approccio accoglie anche ciò che la tradizione considererebbe un difetto da eliminare.
Olga Treivas ha dichiarato che il lavoro del vetro l’ha trovata a metà degli anni Duemila, quando ha partecipato a un programma per designer incentrato sull’esplorazione degli artigianati tradizionali russi, tra cui la lavorazione del cristallo di vetro. Non ha adottato il linguaggio tradizionale, ma ha lasciato che la sua pratica architettonica influenzasse gli oggetti in vetro, esplorando proprietà trascurate del materiale come la sua durezza e brutalità, in contrasto con la fragilità e l’eleganza solitamente enfatizzate. La creazione di un singolo pezzo può coinvolgere fino a dieci artigiani, con soffiatori, tagliatori e incisori che possiedono qualifiche diverse. La sua competenza e conoscenza pratica delle fabbriche le permettono di mantenere le alterazioni alle idee iniziali su scala minima.
Il Legno e il Ricamo: Un Gesto Personale
La seconda filiera è quella della lavorazione del legno, dove viene introdotto il ricamo. Questa pratica domestica e storicamente femminile viene applicata a superfici che a prima vista sembrerebbero refrattarie al passaggio del filo. Ogni punto del ricamo è la scansione di un tempo di lavoro manuale, non riproducibile industrialmente, e le irregolarità della mano sono esibite anziché corrette. Il ricamo è un processo emotivamente significativo per Treivas, che non lo delega mai. L’idea di introdurlo nei progetti di mobili deriva dalla sua infanzia, quando le piaceva costruire e ricamare. Da questa ispirazione è nata la serie Emma, caratterizzata da una decorazione femminile e ingenua e una forma robusta e brutalista. La fase del ricamo è cruciale per lei, poiché è in questo momento che decide dove alterare la direzione del punto o rompere la simmetria di un motivo, rendendo ogni articolo della serie Emma unico.
L’Influenza Brasiliana e la Visione Architettonica
Lo spostamento della base operativa di Treivas a São Paulo ha introdotto nuovi materiali e maestranze. Il Brasile offre materiali e tecniche unici, ma la scena locale può anche assorbire i progetti senza permesso, come Treivas ha sperimentato con l’espropriazione di alcuni suoi lavori da parte di fabbriche locali. Questo fenomeno è radicato nella cultura brasiliana recente, influenzata dal movimento Antropofago degli anni Venti, che incoraggiava i creativi a ‘divorare’ influenze esterne per arricchire il proprio linguaggio artistico. Treivas sceglie di interpretare queste appropriazioni come un segno di apprezzamento.
A tenere insieme le due tipologie produttive e la sua pratica architettonica è una posizione che Treivas formula in termini architettonici: ciò che rende un’architettura memorabile non è la forma stabilizzata, ma le vibrazioni che riesce a produrre nell’osservatore, incluse le imperfezioni. Questo principio si applica anche al design di oggetti. Treivas e il suo team programmano l’irregolarità dell’oggetto futuro già in fase di progettazione, sia nei disegni tecnici sia introducendo la ‘ruvidezza’ in un secondo momento, come nel ricamo della serie Emma. Tuttavia, non tollerano difetti di fabbricazione; l’approccio funziona solo quando l’imperfezione è deliberata.
Anche nell’architettura di spazi pubblici, dove committenza e normative possono imporre vincoli, Treivas applica la sua visione. La sua soluzione è la scelta meticolosa di progetti allineati con la sua visione e i suoi valori, ponendo la connessione con i clienti come chiave del successo. Ogni progetto è concepito come un dialogo tra il cliente e il team, con casi in cui lo studio ha sviluppato tutto, dai concetti iniziali alla decorazione. Un esempio di questa interazione è l’interno del ristorante Boreal a Helsinki, dove i lampadari a sospensione sono stati creati da kombucha coltivato dall’équipe del ristorante, dimostrando la collaborazione e la fiducia reciproca tra architetto e cliente.
