Giardino Project, fondato nel 2020 a Trepuzzi, in provincia di Lecce, si inserisce nel panorama degli spazi indipendenti italiani con l’obiettivo di ridefinire il rapporto tra pratiche artistiche, territorio e forme di comunità. Ideato dallo storico dell’arte, giornalista e curatore Giuseppe Amedeo Arnesano, il progetto nasce dall’esigenza di mettere in discussione i confini tra sfera privata e dimensione pubblica, promuovendo un fare arte inteso come pratica relazionale.
Origini e Trasformazione di uno Spazio
L’idea di Giardino Project ha iniziato a prendere forma nel 2016, ispirata dagli insegnamenti di Peppe Morra presso la Fondazione Morra-Archivi d’Arte Contemporanea a Napoli, che promuovevano un’attitudine in cui arte e vita si intrecciano in modo radicale e comunitario. Il progetto ha preso vita come un “recinto urbano” annesso all’abitazione del suo fondatore. Questo spazio, inizialmente marginale e privato, si è progressivamente trasformato in un luogo operativo dedicato a residenze, relazioni, ascolto e immaginario contemporaneo.
La dimensione domestica non è stata abbandonata, ma rinegoziata, diventando il fulcro di una pratica curatoriale che si nutre di prossimità e continuità. Durante il periodo di lockdown, questa esigenza ha trovato una forma concreta, e il giardino si è configurato come un luogo per ripensare modalità d’incontro e pratiche artistiche, accogliendo artisti, curatori e ricercatori in una dimensione sempre rinnovata. Giardino Project è stato concepito fin dal suo “volume zero” come un progetto a cadenza annuale, mantenendo una struttura flessibile e una temporalità specifica.
Rete di Collaborazioni e Sviluppi
Nel corso delle sue sei edizioni, Giardino Project si è consolidato come un appuntamento stabile nel contesto salentino, attivando relazioni tra pratiche artistiche contemporanee e il tessuto locale. Questo lavoro si sviluppa anche grazie al dialogo con associazioni culturali e produttori del territorio, oltre al sostegno del Comune di Trepuzzi. Il progetto ha coinvolto artisti e curatori della scena contemporanea italiana e internazionale, costruendo una rete che si estende oltre il contesto geografico di partenza. Tra gli artisti che hanno partecipato figurano Shayma Hamad, Stefano Giuri, Caterina Morigi, Marco Musarò, Nuvola Ravera, Davide Sgambaro e Marco Vitale. I dialoghi curatoriali hanno coinvolto professionisti come Lucrezia Calabrò Visconti, Giulia Colletti, Irene Sofia Comi, Vincenzo Estremo, Caterina Molteni e Giulia Turconi.
Giardino Project ha saputo costruire un sistema di collaborazioni con realtà eterogenee, dalla dimensione regionale pugliese, come Apulia Film Commission e il Polo Biblio-Museale di Lecce, fino a fondazioni d’arte contemporanea nazionali, tra cui Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Lac o Le Mon, Fondazione La Quadriennale, il Castello di Rivoli e la rete Luoghi del Contemporaneo per DiAC-MiC e ArtVerona. Il progetto ha inoltre collaborato con Medici Senza Frontiere. Questa distinzione tra la dimensione regionale e la rete nazionale costituisce un elemento distintivo del progetto, definendo una soglia operativa che articola il lavoro tra centro e margine.
Il Giardino come Dispositivo Culturale
L’identità di Giardino Project si definisce in un equilibrio tra autonomia e interlocuzione istituzionale, mantenendo la propria vocazione sperimentale. Questa attitudine si riflette nelle evoluzioni più recenti. Nel 2025, il progetto si è ampliato con KRÍTAMO – Festival of Moving Images, una rassegna dedicata al video e al cinema sperimentale. Questo festival, curato da Vincenzo Estremo e promosso insieme all’associazione 34°fuso e il SEI Festival, è concepito come uno spazio di confronto sulle trasformazioni ecologiche e politiche del presente.
In continuità con questa apertura tematica, l’edizione 2026 di Giardino Project, intitolata “Seme, Pianta, Fiore, Frutto, Seme”, si concentra sul paesaggio agricolo salentino. Questa nuova edizione considera il paesaggio agricolo come un giardino vivente, dove lavoro umano, ecologie spontanee e architetture rurali diventano strumenti di osservazione e conoscenza. La riflessione sul giardino come dispositivo estetico, politico ed ecologico si estende anche sul piano della ricerca teorica. Giuseppe Amedeo Arnesano formalizzerà presso Les Archives de la critique d’art di Rennes una ricerca dedicata al giardino come dispositivo politico ed ecologico tra Italia e Francia. Giardino Project si presenta come un processo in continua trasformazione, ispirato al concetto di “giardino in movimento” teorizzato da Gilles Clément, dove il paesaggio si costruisce attraverso relazioni, attraversamenti e mutazioni.
