L’esposizione “Atlante” e il progetto ART TOGETHER NOW
La mostra “Atlante” di Maurizio Donzelli inaugura la sesta edizione di ART TOGETHER NOW, un progetto promosso dalla Fondazione Bernareggi. L’esposizione si articola in quattro sezioni, distribuite in altrettante sedi situate nel cuore di Città Alta a Bergamo. Questi edifici, per la loro storia e funzione, sono parte integrante del patrimonio culturale della città.
Le opere di Donzelli, pur partendo da una procedura meticolosa e rigorosa, mantengono esiti aperti e imprevedibili. Esse concentrano lo sguardo dell’osservatore verso una dimensione più profonda, generando una convergenza tra la superficie del quadro e chi la osserva. Il titolo “Atlante” allude al rapporto tra la catalogazione dei segni della realtà, del mondo sensibile, e le sedi espositive museali e culturali legate alla conservazione e allo sviluppo del sapere.
L’allestimento, ideato dall’artista in collaborazione con i curatori Giovanni Berera e Anna Bertulini Frigè, è caratterizzato da installazioni site specific. Questa scelta costituisce un elemento chiave per la lettura del progetto, permettendo alle opere di interagire dinamicamente con gli ambienti storici che le ospitano.
Installazioni e interazioni con il contesto storico
Nell’Ex Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti, i visitatori trovano opere di grandi dimensioni le cui grafie richiamano le mappe. Questi lavori invadono lo spazio espositivo, creando una sorta di geografia immaginaria che altera la prospettiva consueta dell’osservatore, invitandolo a un attraversamento simbolico del mondo sensibile.
Negli allestimenti del Museo Bernareggi, dell’antica cripta della Cattedrale e del Palazzo Vescovile, le opere di Donzelli si inseriscono tra pezzi di arte antica. Qui, le creazioni contemporanee agiscono come “fuggevoli quinte”, creando un contrasto con la fissità medievale e suggerendo uno slittamento prospettico che evoca lo scorrere del tempo e la molteplicità dei punti di osservazione.
Esperienze immersive e requisiti di visita
Un’installazione peculiare si trova nel Tempietto di Santa Croce, un edificio a pianta centrale quadrilobata. Qui, una scultura a base poligonale, che ricorda un pozzo, è posizionata sul pavimento, appoggiata su uno specchio. Quest’ultimo riflette la volta dipinta sovrastante e prolunga le facce del prisma verso il basso, trasformando l’opera in un “pozzo di luce sottosopra”. L’installazione genera un effetto di sorpresa e coinvolge l’immagine del visitatore all’interno dell’opera e del suo ambiente.
Nell’ex chiesa di San Michele all’Arco, accessibile dall’antica Biblioteca Civica Angelo Mai, sono esposti arazzi policromi. Questi tessuti, dove la trama si sovrappone a una rete immaginifica di forme, fluttuano tra le volte. La scelta cromatica degli arazzi è in armonia con i colori dominanti, rosso e azzurro, delle pareti e della cupola. L’effetto risultante è un’immersione visiva, con gli arazzi che sembrano avanzare in una “sacra processione”, evocando immagini e fantasie legate alla sensibilità personale dell’osservatore.
Il percorso espositivo si configura come un progetto ambizioso. Per la visita alla Chiesa di San Michele e al Tempietto di Santa Croce è richiesta la prenotazione tramite il sito web della Fondazione Bernareggi.
