FRATTA POLESINE (Rovigo) – Per Valerio Zezur il confine tra una pagina e una tela è diventato sempre più sottile. Il 19 e 20 settembre 2026 l’artista italo-ucraino sarà nuovamente a Badoer Letteraria, la manifestazione culturale che torna a Fratta Polesine per la sua seconda edizione, portando questa volta all’interno dello stesso fine settimana le due anime principali della propria ricerca: la scrittura autobiografica e l’arte contemporanea.
Sabato 19 settembre Zezur sarà presente durante la giornata con Dentro l’incubo, oltre il buio e alle ore 11 presenterà il volume al pubblico. Domenica 20 settembre l’attenzione si sposterà invece sulla sua produzione visiva, con l’esposizione di alcune delle opere che negli ultimi anni hanno definito un linguaggio costruito attraverso materia, memoria, fratture e trasformazione.
La presenza dell’artista si inserisce in una manifestazione che quest’anno amplia ulteriormente il dialogo tra differenti forme della creatività. Badoer Letteraria è in programma il 19 e 20 settembre tra Villa Badoer, Piazza Matteotti e gli spazi della città, con incontri con autori, arti figurative, laboratori ed eventi. Sabato sarà dedicato principalmente alla letteratura, con circa cinquanta presentazioni, mentre il programma complessivo proseguirà domenica con particolare attenzione anche all’illustrazione e ai nuovi linguaggi visivi.
Per Zezur è un contesto particolarmente coerente. Il suo percorso si è infatti sviluppato negli ultimi anni senza una separazione netta tra il racconto della propria storia e la costruzione dell’opera.
Nato in Ucraina nel 2001 e oggi attivo in Italia, Valerio Zezur lavora prevalentemente attraverso pittura materica e polimaterica, utilizzando acrilico, gesso, sabbie, tessuti, legno, metalli, materiali naturali, elementi recuperati e foglia oro.
La superficie, nei suoi lavori, raramente rimane soltanto pittorica. Viene costruita, incisa, stratificata, interrotta e ricomposta. Crepe, cuciture e materiali consumati non vengono nascosti, ma mantenuti visibili fino a diventare parte della struttura stessa dell’opera.
L’oro è probabilmente uno degli elementi più riconoscibili di questa ricerca. Non compare con una funzione legata al lusso o alla decorazione: Zezur tende invece a collocarlo proprio nelle zone segnate, lungo una frattura o accanto a una superficie irregolare. È il punto nel quale qualcosa che porta ancora i segni di ciò che è accaduto acquista una forma diversa.
Una poetica evidente in lavori come Ferita Cucita, dove paglia, grano, stoffe grezze, corde, metallo, gesso e colore costruiscono un dialogo tra le origini ucraine dell’artista e la vita sviluppata successivamente in Italia. La cucitura che attraversa l’opera rimane volutamente scoperta: la ricostruzione non cancella la ferita.
Lo stesso principio attraversa Cuore in Frantumi, Oro in Cammino, dove elementi lignei spezzati interrompono la superficie e vengono incorporati nella nuova composizione.
È qui che il rapporto con Dentro l’incubo, oltre il buio diventa particolarmente interessante.
Il libro racconta l’infanzia di Zezur in Ucraina, la perdita, gli anni trascorsi in istituto, l’arrivo in Italia e il difficile processo attraverso il quale ha progressivamente ricostruito un’identità. La pittura parte dagli stessi territori emotivi, ma smette di raccontarli letteralmente.
Non illustra il libro.
Li trasforma in materia.
«Non dipingo per rappresentare ciò che ho vissuto. Dipingo per dare forma a ciò che spesso non riesce ad avere un nome», scrive Zezur nel proprio artist statement.
È forse questa la chiave più interessante della fase attuale del suo percorso. La biografia rimane l’origine della ricerca, ma le opere cercano progressivamente di emanciparsene. Una crepa, una cucitura, un pezzo di legno recuperato o una zona attraversata dall’oro non devono necessariamente conoscere la storia di Valerio Zezur per parlare a chi le osserva.
Negli ultimi anni il lavoro dell’artista ha inoltre progressivamente ampliato i propri contesti espositivi. Il curriculum comprende mostre e progetti in numerose località italiane, oltre a una partecipazione internazionale a Tokyo nel 2025 e a Berlino nel 2026. La precedente edizione di Badoer Letteraria figura già tra le esperienze espositive del 2025.
Il ritorno a Fratta Polesine assume così un significato diverso: non più soltanto la partecipazione di un artista a una manifestazione culturale, ma l’occasione per osservare nello stesso luogo come una storia possa assumere due forme differenti.
Sabato, attraverso le parole.
Domenica, attraverso la materia.
E in mezzo c’è un giovane artista che sta costruendo il proprio percorso facendo dialogare due linguaggi senza permettere che uno diventi la semplice spiegazione dell’altro.
Badoer Letteraria 2026 si svolgerà sabato 19 e domenica 20 settembre a Fratta Polesine. La manifestazione è dedicata alla letteratura, alle arti e alla creatività e prevede incontri, esposizioni e iniziative distribuite tra Villa Badoer e il centro cittadino. L’ingresso agli appuntamenti principali della manifestazione è libero.

