L’universo di Giuseppe Gallo a Todi: oltre 50 opere dagli anni ’80

scritto da Redazione
Opere di Giuseppe Gallo esposte a Palazzo del Vignola, Todi.

Palazzo del Vignola a Todi ospita la mostra “Il centro del quadro è altrove”, un’esposizione dedicata a Giuseppe Gallo che riunisce oltre 50 opere realizzate dall’artista negli anni Ottanta. La curatrice Melania Rossi ha concepito un percorso che attraversa pittura, scultura e disegno, offrendo uno sguardo sulla molteplicità dei linguaggi espressivi di Gallo e sulla sua poetica.

L’esposizione si concentra su un periodo significativo della carriera di Gallo, quello in cui l’artista ha partecipato attivamente alla stagione degli artisti di San Lorenzo. Fu proprio nell’Ex Pastificio Cerere a Roma, un ambiente di sperimentazione e riflessione condivisa sulla pittura e la scultura come linguaggi universali, che Gallo sviluppò il suo pensiero sull’arte. Qui, l’artista ha esplorato tecniche che combinano tradizione e innovazione, dando vita a opere che riflettono una profonda ricerca spirituale.

La poetica del “centro altrove”

Il titolo della mostra, “Il centro del quadro è altrove”, riprende un’affermazione di Giuseppe Gallo, che identifica il centro non come un punto fisso, ma come un momento di passaggio o una frattura temporale. Nei suoi dipinti, il fulcro dell’immagine è spesso sottratto allo sguardo, un espediente per preservare il mistero di un significato che non va cercato, ma piuttosto evocato. Questa visione radicale è una chiave di lettura per l’intero percorso espositivo.

Melania Rossi descrive Gallo come un artista dal “pensiero rapido e allo stesso tempo contemplativo”, evidenziando la sua capacità di costruire un universo personale. Questo universo è popolato da motivi ricorrenti, dove oggetti, soggetti e materiali assumono un forte valore sia formale che simbolico. La sua ricerca si manifesta attraverso una “sensuale alchimia della materia”, che si trasforma e resiste al tempo, utilizzando mezzi come encausto, olio, bronzo, acquerello e carboncino.

Materia e simbolismo nelle opere

Le opere esposte a Palazzo del Vignola rivelano la versatilità di Gallo. Al piano nobile, i quadri di grande formato si distinguono per un equilibrio formale. Questi trovano un contrappunto nelle opere di piccole dimensioni, dove l’astrazione suggerisce silhouette e figure che appaiono cancellate, intagliate o nascoste, mantenendo un velo di mistero.

Le sculture presentate sono enigmatiche, evocando l’immagine di antichi oracoli. Ogni elemento si innesta, emerge o si regge sull’altro, componendo rebus visivi che giocano con i concetti di caso ed errore. I disegni, invece, offrono uno sguardo sull’animo più intimo dell’artista, rivelando un pensiero colto unito alla leggerezza dello sguardo. Sono immagini sfuggenti, associazioni visive e giochi di parole che arricchiscono la narrazione.

Molte delle opere in mostra provengono dall’archivio personale dell’artista e da importanti collezioni private. Tra queste, si possono ammirare “Il poeta” (1988, olio ed encausto su tavola, 200x120cm) e un dettaglio di “SENZA TITOLO” (1986, olio su tavola, 20×11,5cm). Queste opere celebrano, con una sottile ironia, una visione surreale e fantastica del mondo delle forme.

Visione e spiritualità

“Il centro del quadro è altrove” evidenzia una poetica autentica e potente, ricca di simboli che attingono a diverse discipline: dalla natura alla filosofia, dalla matematica alla cosmologia e alla letteratura. La mostra mette in luce l’attitudine di Giuseppe Gallo a comprendere il passato per proiettarsi nel futuro, una visione che l’artista stesso sintetizza affermando: “L’arte deve allevare un futuro, scavalcare il tempo e parlare agli dei”. Questa profonda spiritualità ancestrale e il legame con la terra sono elementi centrali nella sua produzione artistica.

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