Il mondo dell’arte in Renania è in fermento con l’avvio di DC Open, l’art weekend che dal 4 al 6 settembre 2026 riunisce professionisti, collezionisti e appassionati. Giunto alla sua diciottesima edizione, l’evento inaugura la stagione autunnale nelle città di Düsseldorf e Colonia, coinvolgendo gallerie, musei, fondazioni e spazi indipendenti in un programma di mostre e opening.
DC Open: Un appuntamento consolidato in Renania
Il cuore del progetto, noto anche come “Düsseldorf Cologne Open Galleries”, si concentra sul mercato dell’arte e sul coordinamento tra le gallerie. Quest’anno, 50 gallerie private accolgono il pubblico con eventi dedicati e un programma di visite guidate condotte da curatori e collezionisti. La regione della Renania si distingue per una concentrazione di gallerie che promuovono artisti storicizzati ed emergenti, consolidando la propria credibilità nel campo della ricerca d’avanguardia e della cultura contemporanea.
Il territorio beneficia del ruolo della Kunstakademie di Düsseldorf, del lavoro di K20 e K21, della collezione della Kunsthalle Düsseldorf, ospitata in un edificio brutalista del 1967 nel quartiere Altstadt, e di istituzioni come il Ludwig Museum e lo Skulpturenpark di Colonia.
RizzutoGallery: Un “open studio” tra Palermo e Düsseldorf
Tra le gallerie di Düsseldorf che contribuiscono al dinamismo della scena artistica locale, si distingue la RizzutoGallery. Originaria della Sicilia, dove ha operato per undici anni a Palermo, la galleria ha aperto una seconda sede a Düsseldorf nel 2024. Si trova al numero 34 di Ackerstraße, nell’area post-industriale di Flingern, un’area nota come “Distretto del Contemporaneo” per la sua concentrazione di spazi non profit, gallerie giovani e realtà innovative.
In occasione di DC Open 2026, i galleristi Giovanni Rizzuto ed Eva Oliveri hanno scelto una formula espositiva che va oltre la mostra tradizionale, proponendo un “open studio” intitolato Two Artists, One Studio. Questo spazio ibrido, che mescola cronaca e performance, si trasforma in un atelier aperto al pubblico e condiviso da due artisti nati entrambi nel 1985: l’italiano Mattia Barbieri e il turco Metin Çelik.
Mattia Barbieri e Metin Çelik: Due prospettive a confronto
Mattia Barbieri, originario di Brescia e attivo tra Milano e New York, e Metin Çelik, nato ad Adana e residente a Mönchengladbach, sebbene diversi per stile e riferimenti, condividono un approccio alla traslazione e reinvenzione del reale, caratterizzato dallo slittamento di forme e significati. Durante i tre giorni di DC Open, la galleria simula la scansione spazio-temporale di una giornata di lavoro in uno studio fittizio, accogliendo i visitatori in un ambiente solitamente privato. Tra opere complete, libri, schizzi e strumenti tecnici, i due artisti si dedicano alla creazione di nuove opere in tempo reale.
La pittura di Mattia Barbieri si muove tra pittura e scultura, attraverso strati, collisioni e destrutturazioni. Le sue opere integrano icone religiose, elementi dei mass media, estetica digitale, richiami futuristi e dadaisti, cultura popolare, fumetto, design e grafica contemporanea, insieme a frammenti di archeologia, storia dell’arte e architettura sacra. Il risultato è una sintesi spesso a-prospettica, dove personaggi irreali e paesaggi compongono una narrazione personale.
Metin Çelik, invece, si orienta verso un neo-surrealismo di impronta teatrale. Le sue tele dai colori brillanti raffigurano una natura rigogliosa ma misteriosa, dove la figura umana, spesso ridotta a simulacro tra maschere e manichini, è un elemento di incognita, piegata ai sentimenti di alienazione e straniamento. Riferimenti a Brecht e Nietzsche affiorano, esplorando tematiche esistenzialiste. Gli oggetti, reinventati come nature morte, sono disposti per stimolare l’emersione di significati latenti.
Le opere realizzate durante questa maratona artistica confluiranno in una mostra che rimarrà visibile fino al 24 ottobre. L’open studio è stato accessibile il 4 settembre 2026 dalle 18 alle 21, il 5 settembre dalle 11 alle 21 e il 6 settembre dalle 11 alle 17.
