Il rapporto tra arte e design è un tema che la galleria Umano Space di Pietrasanta affronta con una recente installazione. Questa iniziativa accosta i dipinti di Fabio Marullo alle sedute Camaleonda di Mario Bellini, creando un dispositivo percettivo che indaga la relazione tra identità corporea, visione e ambiente. L’installazione, curata da Alessandra Denza, si inserisce in un contesto dove il dialogo tra i due ambiti è spesso limitato, con il design confinato prevalentemente agli spazi commerciali.
Umano Space: Un approccio intimo all’arte
Umano Space è uno spazio espositivo nato nel 2024 nel centro storico di Pietrasanta. Fondato da Alessandro Pardossi, la galleria si dedica alla presentazione di pratiche artistiche contemporanee che privilegiano la dimensione relazionale, l’intimità percettiva e la costruzione di ambienti unitari. Pardossi ha dichiarato che il termine ‘Umano’ definisce la missione di riportare l’esperienza dell’arte a una scala intima, corporea e diretta, distinguendosi dalla monumentalità e impersonalità che caratterizzano altre iniziative culturali nella città.
A Pietrasanta, nota per il suo consolidato turismo artistico, la presenza di scultori internazionali e numerose fonderie storiche, Umano Space si propone come una micro-istituzione culturale. Lavorando sulla dimensione domestica e olistica delle arti, la galleria si allontana da una programmazione orientata al turismo, offrendo un’esperienza basata sull’understatement, la confidenzialità e la sinestesia. La programmazione di Umano Space accosta arte e design con l’intento di interrogare la relazione tra sguardo e corpo, tra percezione e presenza, selezionando ogni elemento per la sua capacità di modificare la postura dello spettatore e ridefinire lo spazio.
La mostra: Verticalità e orizzontalità
Nell’installazione, i dipinti di Fabio Marullo, nato a Catania nel 1973, e le sedute Camaleonda di Mario Bellini, nato a Milano nel 1935, costruiscono un confronto significativo. Marullo, con la serie intitolata ‘Con gli occhi degli uccelli’, propone una pittura che evoca le prospettive dell’Aeropittura futurista. Le sue opere sono caratterizzate da uno sguardo verticale, sospeso e disancorato dal suolo, con superfici attraversate da morbidi trapassi cromatici che richiamano un paesaggio evanescente, liquido e paludoso.
Accanto a queste tele, le sedute Camaleonda di Bellini introducono un elemento di contrasto. La loro modularità, morbidezza e corporeità riportano lo spettatore a terra, invitandolo a sedersi e ad abitare lo spazio. Se la pittura di Marullo suggerisce una visione disincarnata, il design di Bellini richiama la presenza fisica dello spettatore. La chiave interpretativa dell’installazione risiede nella tensione tra verticalità e orizzontalità, tra lo sguardo che sorvola e il corpo che si insedia. Questo dialogo suggerisce la complessità dell’atto del vedere, inteso come una questione di postura, distanza e relazione con la volumetria del luogo. La pittura induce un cambiamento di prospettiva, mentre il prodotto di design invita a radicarsi nello spazio, generando un ossimoro: osservare dall’alto pur mantenendo i piedi a terra.
L’installazione è visitabile presso Umano Space, in Piazza Duomo 4 a Pietrasanta, fino al 14 settembre 2026.
