Andrea Branzi alla Triennale Milano: un’esplorazione del pensiero nel design contemporaneo

scritto da Redazione
Veduta dell'installazione della mostra Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present alla Triennale Milano

Il pensiero di Andrea Branzi in un “presente continuo”

La Triennale Milano presenta la mostra “Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present”, un’iniziativa che si propone di riattivare il pensiero di Andrea Branzi (Firenze, 1938 – Milano 2023), figura poliedrica di architetto, designer, docente, curatore, teorico e artista. L’esposizione, realizzata nell’ambito del partenariato culturale con Fondation Cartier pour l’art contemporain, si distingue per un approccio che evita la tradizionale ricostruzione cronologica di una carriera, privilegiando invece l’attraversamento di un sistema di idee ancora produttivo e attuale.

La concezione dell’allestimento è stata affidata a Toyo Ito, architetto premio Pritzker e interlocutore di lunga data di Branzi. Questa scelta progettuale mira a superare l’idea di una retrospettiva chiusa, favorendo una lettura per risonanze. Ito descrive il progetto espositivo come un “flusso ininterrotto”, una formula che si traduce in uno spazio organizzato per flussi e vortici, contrastando la linearità didascalica. La biografia e la cronologia sono presenti, ma non dominano il percorso, che intende mostrare Branzi come un autore la cui ricerca su oggetti, ambienti, disegni e ipotesi urbane è parte di un’indagine più ampia sul modo di abitare il mondo.

Il titolo, “Continuous Present”, sottolinea la resistenza del lavoro di Branzi a essere confinato nel passato. Anche quando il percorso espositivo tocca le sperimentazioni radicali di Firenze, come quelle legate ad Archizoom Associati, Studio Alchimia e Memphis, l’intento non è la nostalgia filologica. Al contrario, la mostra evidenzia la capacità di Branzi di anticipare temi urgenti del presente, tra cui la fragilità dei sistemi abitativi, la crisi della città moderna, l’ibridazione tra naturale e artificiale, la convivenza tra specie e l’ecologia intesa come forma culturale.

Oltre 400 opere e un percorso tematico

L’esposizione riunisce oltre 400 opere, che includono installazioni ambientali, modelli, disegni, oggetti di varie dimensioni, video e documenti d’archivio. L’allestimento, curato da Nina Bassoli e Michela Alessandrini, evita l’effetto di un mero inventario, organizzando il materiale in undici sezioni che funzionano come isole di un arcipelago. Queste sezioni sono autonome e riconoscibili, ma costantemente attraversate da connessioni laterali, mantenendo un equilibrio tra rigore storico e apertura interpretativa.

Tra i momenti salienti, spicca l’installazione site-specific dedicata a “No-Stop City”, progetto sviluppato tra il 1969 e il 1972. Questa opera è presentata non come una reliquia del design radicale, ma come uno strumento ancora capace di interrogare le città contemporanee, la loro espansione indifferenziata e la loro apparente neutralità. Il percorso espositivo prosegue attraverso le prime esperienze radicali, la riproduzione di “Superarchitettura”, le metropoli teoriche, le ricerche sui materiali raccolte in “Decorattivo”, i paesaggi di “Superfici attive” e le case a pianta centrale, dove la serie “Animali domestici” illustra come Branzi sposti l’oggetto domestico oltre la sua funzione pura.

Al centro della mostra, la riproposizione di “Ellipse” e “Gazebo”, ambienti presentati originariamente in “Open Enclosures” alla Fondation Cartier nel 2008, assume un valore programmatico. Queste opere mettono in discussione i confini tra paesaggio, architettura, arte e design, rendendo tangibile l’intuizione di Branzi che lo spazio non è una cornice neutra, ma un campo di coabitazione e un sistema poroso in cui gli oggetti stabiliscono relazioni.

Un catalogo e un programma di incontri

La dimensione pubblica del progetto è amplificata da un programma di incontri previsto tra aprile e ottobre 2026 e dalla pubblicazione di un catalogo edito da Electa, in collaborazione con Triennale Milano e Fondation Cartier. Il volume, disponibile in italiano e in inglese, arricchisce la mostra con saggi tematici, immagini inedite, disegni, fotografie e oltre cinquanta contributi internazionali. Questo catalogo si configura come un’estensione coerente del percorso espositivo, confermando l’idea di Branzi come autore generativo, capace di continuare a produrre discorso anche attraverso lo sguardo di altri progettisti, artisti e studiosi.

“Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present” si configura come una mostra che non semplifica il pensiero di Branzi, ma offre al pubblico gli strumenti per avvicinarlo. L’esposizione tratta il design non come una sequenza di oggetti memorabili, ma come una forma di pensiero sul mondo, sulle sue trasformazioni e sulle sue possibilità abitative. La mostra è visitabile alla Triennale Milano fino al 4 ottobre 2026.

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