Marcel Dettmann, figura centrale della musica elettronica contemporanea, ha condiviso riflessioni sul suo percorso artistico in occasione del suo set al Loud Garden Festival di Siracusa. L’evento, un nuovo format di musica elettronica, si è tenuto il 1° agosto negli spazi all’aperto di Garden House XXL, vicino alla riserva naturale del Fiume Anapo. Dettmann ha ripercorso le tappe che hanno plasmato la sua sensibilità, dalla giovinezza nella Germania dell’Est fino all’approccio attuale alla produzione e ai DJ set.
Le Radici Berlinesi e l’Influenza di Hard Wax
Crescere a Fürstenwalde, a circa un’ora da Berlino, nella Germania dell’Est, ha significato per Dettmann un accesso limitato alla musica, rendendo ogni scoperta particolarmente preziosa. La caduta del Muro di Berlino nel 1989 ha coinciso con l’emergere della cultura rave berlinese, trasformando la città in un laboratorio culturale. Questa esperienza ha insegnato a Dettmann a sviluppare una prospettiva personale, concentrandosi sulla costruzione di un proprio linguaggio musicale piuttosto che sull’adesione a scene specifiche.
Un passaggio fondamentale nella sua formazione è stato il lavoro presso Hard Wax, un negozio di dischi che Dettmann descrive come una vera e propria scuola. Qui ha imparato a selezionare centinaia di vinili settimanalmente, sviluppando un rigore critico basato sull’ascolto e sulla comprensione dell’importanza di un disco, anziché sull’hype. Questa disciplina continua a influenzare la preparazione dei suoi DJ set.
Prima del Berghain, Dettmann ha iniziato la sua residency all’Ostgut all’età di vent’anni. Ha descritto il club come un luogo di libertà musicale e sociale, dove la personalità era più importante dello stile. Questa esperienza ha consolidato la sua identità artistica, trasformando la residency in una parte integrante del suo essere come artista.
La Filosofia della Produzione e l’Etichetta MDR
I primi passi di Dettmann nella produzione sono stati caratterizzati da un suono grezzo e minimale. Il suo primo studio era estremamente semplice, con attrezzature limitate. Queste restrizioni si sono rivelate un vantaggio, costringendolo a concentrarsi sulle idee piuttosto che sulla tecnologia. La sua filosofia si basa sull’idea che la riduzione crei tensione e che pochi suoni ben scelti possano raccontare una storia più efficacemente di un eccesso di elementi. Questa mentalità ha definito la sua firma sonora essenziale e industriale.
La transizione da una profonda passione per il collezionismo di vinili a una professione è avvenuta gradualmente. Lavorare da Hard Wax, collezionare dischi, fare il DJ e viaggiare si sono evoluti naturalmente in una carriera. Dettmann continua a considerarsi ossessionato dalla scoperta e dalla condivisione di musica.
Nel 2006, Dettmann ha fondato la sua etichetta, MDR. La priorità editoriale era duplice: creare una piattaforma per le sue produzioni e garantire una completa indipendenza artistica. MDR non è stata concepita per seguire le tendenze, ma per pubblicare musica onesta e senza tempo, con l’obiettivo di creare dischi che mantengano il loro significato a distanza di anni.
Oltre la Techno: Influenze e Collaborazioni
Sebbene i suoni di Detroit e Chicago siano stati fondamentali, Dettmann ha citato anche l’EBM, l’Industrial, la New Wave e il pop elettronico degli anni ’80 e ’90 come influenze decisive. Artisti come Front 242, DAF, Nitzer Ebb, Depeche Mode, The Cure e Anne Clark hanno plasmato il suo modo di concepire il ritmo, l’atmosfera e l’emozione. Questa varietà di influenze si riflette nei suoi DJ set, che non sono mai stati puramente techno, esplorando spesso i confini tra generi diversi.
Le collaborazioni con figure come Ben Klock, che hanno definito un’epoca per il suono di Berlino, sono nate in modo naturale dalla condivisione di idee e dalla fiducia reciproca. Queste esperienze hanno contribuito alla sua crescita professionale, ma hanno anche rafforzato l’importanza di sviluppare una propria voce artistica, poiché l’individualità è ciò che perdura nel tempo.
Il Suono nella Natura: Loud Garden Festival
Suonare in una location all’aperto immersa nella natura, come il Loud Garden di Siracusa, rappresenta un contrasto con l’atmosfera dei club berlinesi. Dettmann non crede che un set open-air debba essere semplicemente una versione più allegra di un set da club. Al contrario, ritiene che la natura modifichi il modo in cui le persone ascoltano, richiedendo spazio, atmosfera e fiducia, piuttosto che picchi continui. Per lui, il vero lavoro del DJ in questi contesti consiste nel creare un ambiente in cui il pubblico possa perdersi completamente, permettendo transizioni più lunghe, maggiore pazienza e una profondità emotiva diversa rispetto a un club buio.
Il Loud Garden Festival, nato dalla sinergia tra la realtà locale Garden House e la piattaforma internazionale Loud Contact, ha debuttato unendo la club culture underground al paesaggio della macchia mediterranea, offrendo una cornice immersiva per queste esperienze sonore.
