Le Gallerie d’Italia di Vicenza ospitano una mostra dedicata a Giorgia Lupi, information designer nata a Modena nel 1981 e residente a New York. L’esposizione, curata dall’Associazione Illustri, presenta i risultati delle sue ricerche che mirano a umanizzare dati, statistiche e misurazioni.
Il lavoro di Lupi si fonda sul principio del ‘data humanism’, un approccio che utilizza i dati per far emergere le narrazioni umane che li sottendono. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la designer adotta spesso metodologie analogiche per enfatizzare la dimensione intima e qualitativa degli insiemi numerici, dei pattern e delle visualizzazioni grafiche. Questa visione, che si distingue dall’uso commerciale dei big data, le ha valso riconoscimenti come il Compasso d’Oro e l’acquisizione di un suo progetto da parte del Museum of Modern Art di New York.
Il Percorso Espositivo e le Opere Chiave
Il percorso espositivo guida i visitatori attraverso diverse opere che illustrano la filosofia di Giorgia Lupi. Tra queste, si trovano raccolte di cartoline, sequenze di dipinti, agende con pagine ricamate a mano e grafici complessi. La mostra include anche lavori che integrano tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale.
Dopo un’introduzione al concetto di umanesimo dei dati, il primo progetto presentato è Incroci, realizzato da Giorgia Lupi con l’artista Ehren Shorday per la Fondazione Merz. Quest’opera ha raccolto, tramite un sondaggio online, le cinque date memorabili di ogni partecipante, traducendole in immagini composte da linee nere su una griglia di giorni, mesi e anni. La sequenza di 99 dipinti crea una linea temporale rappresentativa della memoria individuale.
La memoria personale di Lupi è al centro di Book of Life, un’opera composta da taccuini smontati e ricomposti in forma di leporello. Le pagine sono cucite a mano con fili colorati, ognuno associato a momenti significativi della vita dell’autrice.
Un altro lavoro esposto è Dear Data, frutto della collaborazione tra Lupi e Stefanie Posavec, ora parte della collezione permanente del MoMA. Per questo progetto, le due designer si sono scambiate settimanalmente cartoline illustrate a mano, contenenti dati su temi prestabiliti, come il numero di volte in cui avevano controllato l’ora o si erano lamentate.
Dati e Tessiture: Progetti Innovativi
La mostra include anche progetti che esplorano il legame tra dati, tessitura e cucito. La collaborazione di Giorgia Lupi con & Other Stories ha dato vita a una collezione di moda ispirata ai dati di tre donne pioniere in campi tradizionalmente maschili:
- Ada Lovelace, la prima programmatrice, è rappresentata da un pattern geometrico colorato che evoca strutture algoritmiche.
- L’ambientalista Rachel Carson e il suo libro Primavera silenziosa sono tradotti attraverso ricami e codici colore.
- L’astronauta afroamericana Mae Jemison è evocata da decorazioni che richiamano le orbite della sua missione spaziale.
Un ulteriore progetto di natura tessile è Unraveling Stories – Storie che si svelano, una collezione di tappeti. Su questi tappeti, barre colorate narrano 59 tecniche di tessitura perdute o a rischio di scomparsa. Il retro di ogni tappeto presenta una legenda, considerata da Lupi un elemento imprescindibile per ogni suo progetto, poiché la comprensione dei dati da parte di tutti è fondamentale.
La mostra offre una prospettiva sull’approccio di Giorgia Lupi, che continua a esplorare come i dati possano essere trasformati in strumenti per raccontare e comprendere la complessità del mondo e delle esperienze umane.
