Nel deserto del Nevada si estende “City”, una monumentale installazione di Land Art concepita e realizzata dall’artista Michael Heizer. Il progetto, che ha richiesto oltre cinquant’anni di lavoro, dal 1970 al 2022, e un investimento superiore ai 40 milioni di dollari, si presenta come una serie di interventi scultorei su un’area di circa due chilometri di lunghezza e mezzo chilometro di larghezza, modellata con terra compattata, roccia e cemento.
Heizer, nato a Berkeley, California, nel 1944 e figlio di un archeologo, è riconosciuto tra i fondatori della Land Art. La sua ricerca artistica si concentra sul paesaggio, sulla scala monumentale e sulla relazione tra il corpo umano e la terra. “City” incarna questi principi, eliminando gli elementi convenzionali associati a una città, come abitazioni o servizi, per creare uno spazio che interagisce con l’orizzonte e si modifica in funzione del movimento di chi lo attraversa.
Il Concetto di Città e il Movimento
L’intuizione alla base di “City” trae ispirazione dalle civiltà precolombiane, come evidenziato a Chichén Itzá, dove il movimento attraverso piazze e assi cerimoniali trasformava l’esperienza della comunità in un rito che connetteva la vita umana al cosmo. Heizer recupera questa funzione rituale dello spazio, attribuendo al movimento il compito di generare concentrazione, memoria e senso di appartenenza.
Questa visione si allinea con le teorie dell’urbanista Kevin Lynch, il quale negli Anni Sessanta dimostrò come la città contemporanea sia percepita attraverso elementi come percorsi, margini, nodi e punti di riferimento. Secondo Lynch, una città acquisisce esistenza attraverso la capacità del corpo di leggerla. “City” di Heizer, in tal senso, è progettata per essere una struttura che durerà oltre il presente, assumendo significati diversi per le future civiltà, quasi come una rovina destinata a perpetuarsi nel tempo.
Accesso all’Opera e la Serie “L’arte anticipa il futuro”
Le modalità di visita all’installazione fisica di “City” sono rigorose: è consentito l’accesso a un massimo di sei visitatori al giorno, solo in determinati periodi dell’anno, con un costo di 150 dollari a persona. Inoltre, è vietato scattare fotografie.
Tuttavia, l’opera di Heizer è stata resa accessibile anche in una dimensione digitale. L’artista digitale Lily Belmira ha sviluppato un videogioco che permette di esplorare “City” online gratuitamente, offrendo una nuova prospettiva su questa creazione monumentale.
“City” è anche il soggetto dell’ottavo appuntamento della serie video “L’arte anticipa il futuro”, promossa da School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD. Questa serie, composta da quattordici puntate, si propone di analizzare opere di artisti contemporanei internazionali che anticipano il futuro in ambiti come la mobilità, l’energia, le città e la sostenibilità. Ogni episodio è introdotto e narrato da Marco Bassan, fondatore di Spazio Taverna e direttore scientifico della School of Vision.
La serie ha già esplorato progetti come la mobilità atmosferica di Aerocene, la scala urbana e planetaria di Planet City, l’intelligenza artificiale di NOX, gli organismi artificiali di Anicka Yi, la percezione dello spazio secondo Olafur Eliasson, la Benzene Float di Monia Al Qadiri e i tecnofossili di Adrian Villar Rojas. L’inclusione di “City” in questo contesto riflette sul significato della città contemporanea, ponendo l’attenzione su chi la percorre e la abita, e sulla validazione della sua esistenza attraverso l’esperienza umana.
