Massimo Scognamiglio: Esplorazioni d’Identità tra Fotografia e Pittura

scritto da Redazione
Ritratto dell'artista Massimo Scognamiglio o una delle sue opere che esplorano il tema dell'identità.

L’Arte come Rivelazione dell’Identità

Massimo Scognamiglio, nato a Roma nel 1969, è un artista che opera con i linguaggi della fotografia, del video e della performance, oltre che della pittura, per indagare i temi dell’identità e dell’autorappresentazione. La sua arte, come da lui stesso descritto, si manifesta nella tensione tra il pubblico e il privato, fungendo da mezzo per rivelare, amplificare e talvolta distorcere le contraddizioni intrinseche della sua identità. L’espressione artistica è per Scognamiglio un atto di vulnerabilità, una ferita esposta e al contempo una via d’uscita.

Un tema ricorrente nella sua produzione è la “Bocca”, raffigurata come una grande bocca rossa in stile punk. Questo elemento simbolico rappresenta uno spazio sospeso tra l’interiore e l’esteriore, un pertugio che è insieme osceno e meraviglioso. La ricerca di Scognamiglio si concentra sull’urgenza di comunicare, esplorando la linea sottile tra ciò che può essere detto e ciò che deve rimanere celato, sebbene ciò che l’artista cerca di non mostrare diventi spesso il soggetto principale del suo lavoro.

Serie Fotografiche e Pittoriche: Un Dialogo Costante

Tra i cicli fotografici più noti di Scognamiglio figura “Punk Aristocracy”, realizzato nel 2016, che propone una reinterpretazione del punk nel contesto contemporaneo. Parallelamente, nella serie pittorica “Le Stanze”, iniziata nel 2008 e tuttora in corso, l’artista lavora sul concetto di luogo segreto, caratterizzato da elementi geometrici, materici, informali ed espressionisti. Scognamiglio traccia un parallelo con la pittura di David Lynch, che utilizza l’oscurità e l’inquietudine per disvelare mondi apparentemente familiari. “Le Stanze” sono concepite come luoghi abitati dalle memorie e dalle proiezioni dell’artista.

La sua identità nell’arte contemporanea si configura come un ponte tra l’interiorità profonda e l’esteriorità che si modella sotto il peso delle aspettative sociali. È una narrazione delle tensioni tra ciò che si è e ciò che si sceglie di mostrare. Sebbene oggi si identifichi come artista e pittore, Scognamiglio ha dedicato anni a progetti fotografici d’arte. Tra questi, la serie di dittici “Tales of humans in a landscape”, del 2019, accoppia ritratti identitari con paesaggi in modo analogico, trovando corrispondenze con le sue opere pittoriche come “Le Stanze”, dove ogni ambiente è un personaggio autonomo, una maschera che può essere indossata o abbandonata.

Altre serie significative includono “Rebirth”, realizzata nel 2016 a Ibiza, Parigi e Roma, che mette in scena l’attimo esatto della morte dei soggetti prima della loro rinascita, in luoghi chiusi e spazi pubblici. L’esperienza a Place de la République a Parigi, nell’anno dell’attentato al Bataclan, ha generato emozione e inquietudine. Nel campo della pittura, “Gli Strappi”, prodotta tra il 1998 e il 2004, affronta il tema dell’apparenza attraverso la fragilità delle emozioni. L’artista strappa giornali di moda, figure umane e ritratti, per poi ridipingerli, in un processo che definisce uno “spellare” per rivelare ciò che si cela dietro l’apparenza sociale.

Un Artista “Rinascimentale” a Roma

Scognamiglio si considera un artista “rinascimentale” nel senso più ampio del termine, spinto da una smania di creare che lo porta a esplorare tecniche e mezzi diversi, dalla pittura alla fotografia, dalla performance all’arte digitale, trovando in essi una coerenza intima. Ogni suo lavoro è inteso come un atto di rinascita, dove l’innovazione non tradisce il passato ma lo arricchisce con nuovi livelli. Il suo essere romano ha favorito questa capacità di stratificazione, in un contesto storico che permette di vivere 2700 anni di storia in un solo sguardo, rendendo tutto “contemporaneo” ai suoi occhi.

L’artista ha vissuto due anni in California a partire dal 2006 e per un breve periodo a Parigi, dove ha progettato performance come “Rebirth”. Oggi vive e lavora a Roma, nel suo studio-casa-galleria noto come Le Petit Atelier. Le sue opere sono state esposte al MACRO Museo Asilo di Roma con il progetto “Where is tomorrow?”, al Palazzo delle Esposizioni con la mostra “La Coscienza Luccicante”, ed è presente nella collezione permanente del Museo d’Arte Moderna di Vibo Valentia LIMEN. Ha inoltre pubblicato due libri, “Cronache al di là del tempo” e “Smell”.

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