Vittorio Sgarbi è stato ricoverato in terapia intensiva presso il Policlinico Gemelli di Roma. La notizia è stata confermata dalla stessa struttura ospedaliera nella notte tra il 30 settembre e il primo ottobre. Il critico d’arte, noto anche per la sua presenza nella vita politica e televisiva italiana, affronta questo nuovo ricovero dopo un periodo di graduale ripresa delle sue attività pubbliche e culturali.
Il percorso di salute e il precedente ricovero
Questo recente episodio si inserisce in un quadro di problemi di salute che hanno interessato Sgarbi negli ultimi anni. Già nel marzo 2025, era stato ricoverato nello stesso Policlinico Gemelli a causa di una sindrome depressiva. Tale condizione era stata accompagnata da una significativa perdita di peso e da un progressivo isolamento. Nei mesi successivi a quel ricovero, Sgarbi aveva condiviso pubblicamente la sua esperienza con la malattia e il lungo percorso di recupero. Aveva descritto una fase in cui aveva perso interesse per il cibo e per molte delle attività che in precedenza scandivano la sua vita, arrivando a pesare 59 chili e dichiarando di aver rischiato la vita. In un’intervista, aveva collegato quel periodo anche alle conseguenze personali delle sue dimissioni da sottosegretario alla Cultura e agli anni di intensa esposizione pubblica e politica.
Prima del ricovero del 2025, Sgarbi aveva già affrontato altre sfide legate alla sua salute. Nel 2016, era stato sottoposto a un’angioplastica d’urgenza a seguito di un episodio di ischemia. Successivamente, nel 2021, aveva annunciato di aver superato una malattia oncologica.
La ripresa delle attività pubbliche nel 2026
Dopo il ricovero del 2025, le apparizioni pubbliche di Vittorio Sgarbi si erano inizialmente diradate. Tuttavia, nel corso del 2026, aveva progressivamente ripreso parte delle sue attività, tornando a partecipare a incontri e manifestazioni culturali. A maggio, era intervenuto a Ferrara in occasione di un evento organizzato per celebrare i 150 anni del Corriere della Sera, dove aveva anche discusso il proprio rapporto con la depressione, facendo riferimento a “L’urlo” di Edvard Munch.
Durante l’estate, Sgarbi aveva preso parte a diversi appuntamenti della Milanesiana, inclusa una tappa a Bergamo dedicata alla mostra di Waimar Vaccari. Ad agosto, era tornato al Mart di Rovereto, museo di cui è presidente, per presentare le linee guida della futura programmazione. Una delle sue più recenti apparizioni pubbliche risale al 19 settembre, quando aveva partecipato a Ferrara all’inaugurazione della mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità” presso Palazzo dei Diamanti. Questa esposizione, aperta proprio quel giorno, raccoglie 120 opere che illustrano la trasformazione della pittura europea tra l’Ottocento e il Novecento.
Il nuovo ricovero al Gemelli giunge, dunque, dopo alcuni mesi in cui Sgarbi aveva iniziato a riprendere, seppur con ritmi più contenuti rispetto al passato, la sua attività pubblica e culturale. Al momento, non sono stati diffusi bollettini clinici aggiuntivi né indicazioni ufficiali riguardo alle cause del ricovero o all’evoluzione delle sue condizioni di salute.
