Gibellina, in Sicilia, è stata designata come la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea per il 2026. Questa nomina rappresenta un momento di verifica per una città la cui storia è intrinsecamente legata all’arte, emersa dalle macerie del terremoto per ricostruire la propria identità attraverso interventi artistici e architettonici. Andrea Cusumano, direttore artistico di Gibellina 2026, ha delineato la visione del progetto, che si propone di esplorare il potenziale trasformativo dell’arte in un contesto che continua a confrontarsi con sfide quali lo spopolamento e le fragilità strutturali.
L’Arte come Progetto e “Presenza”
Il racconto di Gibellina come città rinata attraverso l’arte, sebbene potente, rischia di diventare retorico se non riesce a stimolare nuove progettualità. Cusumano sottolinea che il patrimonio artistico permanente della città, pur immenso, ha incontrato difficoltà nel relazionarsi con la vita economica e sociale della popolazione. Il progetto “Portami il futuro” non intende ripetere il passato, ma comprendere come quella storia possa ancora produrre valore nel presente e nel futuro.
L’approccio adottato definisce l’arte contemporanea non solo come “arte del presente”, ma soprattutto come “arte della presenza”. Questo significa che l’artista è chiamato a entrare in un contesto di relazioni, confrontandosi con le persone e con le problematiche del proprio tempo. Gibellina, con la sua storia unica, può diventare nuovamente un luogo dove l’arte attiva un ragionamento profondo e partecipato.
Oltre l’Anno della Capitale: Continuità e Impatto
Un progetto culturale di un solo anno, come quello della Capitale, non può da solo risolvere problemi complessi quali lo spopolamento o trasformare Gibellina in una destinazione turistica esclusiva. Tuttavia, può innescare processi significativi. Tra gli obiettivi vi sono la riattivazione di strutture, la costruzione di collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali, e l’avvio di percorsi formativi e sperimentali. La presenza di giovani che arrivano per studiare e lavorare è vista come un catalizzatore per un processo che richiede tempo e continuità.
L’intervento sulla “ferita” del terremoto non deve trasformarsi in una mera scenografia culturale. È fondamentale trovare un uso degli spazi che sia utile e integrato nella vita cittadina. Esempi concreti includono il recupero della Chiesa di Gesù e Maria, dove gli appartamenti potranno essere destinati a residenze, e la riattivazione del Teatro di Consagra e delle piazze. Un festival di musica, cinema e arte contemporanea, previsto tra settembre e ottobre e realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Palermo, mira a rileggere la storia e a permettere alla comunità di riabitare questi luoghi.
Il Patrimonio di Gibellina: Complessità e Sostenibilità
Il Grande Cretto di Burri è una presenza iconica e centrale, ma la visione del direttore artistico è quella di non ridurre la complessità di Gibellina a una singola opera. La città è un insieme di opere, architetture e vicende diverse, e questa ricchezza deve emergere. Il programma include mostre temporanee, nuove opere e interventi pensati per durare, come i progetti di Stalker sul laghetto di Ungers e l’opera-giardino di Lucia Veronesi tra il Teatro di Consagra e Palazzo Di Lorenzo, concepiti come processi continui.
La permanenza del progetto oltre il 2026 è una questione cruciale. Il patrimonio di Gibellina supera le possibilità ordinarie di gestione del Comune. Per garantire la continuità, è necessaria una gestione che coinvolga più istituzioni. Sono già stati avviati rapporti con artisti, accademie e soggetti nazionali e internazionali, inclusa un’interlocuzione con la Conferenza dei direttori delle Accademie di Belle Arti. Il recupero degli spazi, le residenze, i laboratori e la formazione devono poter proseguire. Andrea Cusumano auspica che il 2026 non sia ricordato come una parentesi, ma come un passaggio che ha riattivato la capacità di Gibellina di essere un luogo di ricerca, studio e formazione, capace di generare una nuova utopia e di tenere insieme la comunità locale e i visitatori.
