Trullo Ulìa: Un Centro Culturale per l’Arte Contemporanea nella Campagna di Ostuni

scritto da Redazione
Esterno di Trullo Ulìa nella campagna pugliese

Trullo Ulìa, situato nella campagna di Ostuni, in Puglia, si configura come un’infrastruttura culturale che integra arte contemporanea, architettura e territorio. Il progetto, fondato da Michele Spinelli e reinterpretato dall’architetto Simone Esposito, si distingue per la sua capacità di trasformare un antico trullo saraceno del Cinquecento in uno spazio intimo dedicato all’arte, proponendo una riflessione sul rapporto tra opera e luogo.

Origini e Filosofia di Trullo Ulìa

Trullo Ulìa nasce dal recupero di una struttura saracena del XVI secolo. Michele Spinelli, fondatore del progetto, e l’architetto Simone Esposito hanno lavorato per rivedere la struttura originaria, aprendola a una nuova concezione dell’abitare e dell’esposizione artistica. L’intento è quello di superare la mera strategia di posizionamento turistico, puntando a riattivare la relazione con la contrada circostante. Simone Esposito ha dichiarato: «Volevamo riattivare la relazione con la contrada». Questo approccio permette all’arte di non essere semplicemente “portata” in un luogo, ma di lasciare che il luogo stesso “entri” nell’opera, amplificandone la lettura. Il progetto si inserisce in un contesto pugliese che ha visto i trulli evolversi da architetture rurali e isolate a simboli riconosciuti dell’ospitalità internazionale.

Programmazione Artistica e Mostre

Dalla visione di Trullo Ulìa è scaturito il festival Ulìa Art Project, sviluppato in collaborazione con la Galleria FuoriCampo di Siena. L’obiettivo del festival è diffondere l’arte contemporanea nei luoghi della Valle d’Itria, includendo masserie, case rurali e chiese, rendendo l’esperienza artistica una forma di esplorazione del territorio.

Tra gli interventi ospitati, si ricorda quello di Davide Sgambaro, la cui installazione con petardi all’interno del trullo è stata acquisita dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dopo Artissima nel 2025. Trullo Ulìa ha inoltre presentato lavori di Remo Salvadori e Giovanni Oberti.

Nel 2026, lo spazio accoglie la mostra “Sun-kissed, Red Soil, Salt Skin” dell’artista statunitense Pacifico Silano. Di origini siciliane, Silano esplora nelle sue opere riferimenti all’estetica pornografica americana degli anni Settanta e Ottanta. Le sue creazioni, che implicano ritaglio, sovrapposizione e alterazione, giocano con le proporzioni e il linguaggio del corpo, evocando i colori del paesaggio pugliese, il silenzio e l’intimità. Il corpo maschile è un elemento centrale, rappresentato in situazioni quotidiane o in contesti vulnerabili. Le opere sono collocate strategicamente nella casa, instaurando un dialogo con l’ambiente circostante e gli oggetti, come una lampada Pausania di Ettore Sottsass. Tra le opere menzionate in relazione all’artista figurano “Lover’s Gaze” (2025) e “Saturday Night In” (2021).

Trullo Ulìa e la Visione per la Puglia

Il nome “Ulìa” nel dialetto salentino richiama sia l’ulivo sia l’espressione di un forte desiderio (“cce ulia”, che vorrei). Questo doppio significato riflette l’ambizione del progetto: non definire ciò che un luogo deve essere, ma immaginare ciò che potrebbe ancora raggiungere.

Trullo Ulìa si inserisce in un panorama pugliese in crescita per festival, residenze e progetti artistici indipendenti. Il progetto propone un modello di ospitalità che va oltre il semplice pernottamento, offrendo mostre e momenti di incontro tra persone e artisti. L’intento è valorizzare la ricchezza delle architetture rurali e dei paesaggi pugliesi attraverso la cultura, evitando di ridurli a mera attrazione turistica o a una versione edulcorata di sé stessi. Michele Spinelli ha espresso il desiderio di trasformare Trullo Ulìa in un luogo di incontro per artisti, designer e pensatori: «La mia idea sarebbe quella di poterlo far diventare un luogo per l’arte, per artisti, designer, pensatori, persone con un certo tipo di sensibilità e che abbiano voglia di trascorrere del tempo qui». L’obiettivo è promuovere una cultura che costruisca pensiero e comunità, rispettando la storia del territorio e proiettandola verso una contemporaneità autentica.

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