Leiko Ikemura alle Gallerie dell’Accademia: Sculture in Vetro in Dialogo con l’Antico

scritto da Redazione
Scultura in vetro di Leiko Ikemura esposta alle Gallerie dell'Accademia di Venezia

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano la mostra “Leiko Ikemura. TransLucent – La forma della luce”, un’esposizione che pone ventisette nuove sculture in vetro dell’artista giapponese Leiko Ikemura in dialogo con i capolavori della collezione permanente. La mostra, curata da Isabella Collavizza e dalla stessa Ikemura, è aperta al pubblico dal 10 settembre al 22 novembre 2026 e si inserisce nel contesto della decima edizione di The Venice Glass Week. Questo progetto espositivo prosegue la ricerca delle Gallerie dell’Accademia nel creare un confronto tra l’arte contemporanea e le opere di maestri storici come Tiziano, Carpaccio, Tiepolo e Paolo Veneziano.

La fragilità del vetro nell’opera di Leiko Ikemura

L’approccio di Leiko Ikemura alla materia vitrea non deriva da una scelta puramente formale, ma da una riflessione emersa durante il periodo dell’isolamento pandemico. In un contesto di vulnerabilità e solitudine, l’artista ha sentito la necessità di confrontarsi con un materiale in grado di catturare, trattenere e riflettere la luce. Il vetro, attraverso la sua composizione di fuoco e sabbia, è divenuto per Ikemura un mezzo per esplorare la fragilità dell’esistenza, la metamorfosi e il concetto di soglia. L’artista ha infuso nella trasparenza del vetro un profondo significato simbolico, trasformando le sue figure in presenze eteree e quasi immateriali, pensate per integrarsi nello spazio museale con delicatezza.

Nelle sue opere in vetro, Ikemura mantiene elementi stilistici distintivi del suo universo creativo. Tra questi si ritrovano la figura del coniglio e una serie di piccoli animali fantastici, come gatti, uccelli e conigli con ali o volti umani, che riflettono il suo interesse per mondi fluidi e forme ibride. Per l’occasione, l’artista ha inoltre realizzato nuove versioni delle sue “girls”, figure che indagano il confine tra infanzia e giovinezza fin dagli anni Novanta, e che in questa mostra assumono una declinazione traslucida.

Un percorso tra i maestri alle Gallerie dell’Accademia

Il progetto di allestimento, ideato dall’architetto Philipp von Matt, si sviluppa attraverso le sale storiche delle Gallerie e gli innesti architettonici di Carlo Scarpa, creando un continuo dialogo visivo tra pittura e scultura. Il percorso espositivo prende avvio nella Sala del Capitolo, dove le opere veneziane del Trecento e Quattrocento fanno da sfondo. Qui, sculture come “Ishi no kokoro” (che significa “cuore, spirito di pietra”) e “Lamento” si collocano nello spazio, evocando la pittura devozionale e trasformando il dolore e la compassione in forme fragili.

Proseguendo, nello spazio dedicato al “Sogno di Orsola”, sono esposte le teste in vetro della serie “Sleep”, adagiate su un lato. Da queste figure emergono piccoli alberi e ramificazioni in vetro, che suggeriscono pensieri, sogni o memorie radicate nella mente e proiettate verso l’alto. Il percorso espositivo trova la sua conclusione nella corte interna delle Gallerie. Qui, Ikemura stabilisce un dialogo con la geometria degli archi allineando una serie di esili busti in vetro su alti piedistalli. L’artista reinterpreta la solennità della ritrattistica classica, sostituendo ai busti di figure illustri una galleria di personaggi surreali e leggeri. Tra queste opere si trova anche “Donna veneziana”, una scultura realizzata specificamente per il luogo a Murano con il Berengo Studio, che rappresenta un omaggio visivo e poetico alla città lagunare e al vetro, sua materia simbolo, capace di riflettere le forme del presente.

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