Diego Miguel Mirabella: Un Viaggio nell’Artigianato e nella Cultura Indiana

scritto da Redazione
Diego Miguel Mirabella esplora l'artigianato tradizionale indiano

L’artista Diego Miguel Mirabella ha intrapreso un viaggio in India, iniziato a Mumbai nel mese di gennaio. Il suo percorso è stato guidato dalla lettura di “Handmade in India, a Geographic Encyclopedia of Indian Handicraft”, un volume scritto da M.P. Ranjan e Aditi Ranjan, che cataloga le tecniche artigianali del subcontinente, indicando luoghi e workshop.

Prima della partenza da Roma, Mirabella ha utilizzato il libro per creare un itinerario personalizzato, con l’obiettivo di incontrare gli autori. È riuscito a contattare Aditi Ranjan tramite Instagram, grazie all’aiuto di un architetto che la conosceva. L’incontro con Aditi è stato fissato a Bangalore.

Esplorazioni Artigianali e Incontri

Durante i primi giorni a Mumbai, Mirabella è stato ospitato da designer che collaborano con un magnate del tessile. Ha visitato quattro fabbriche tessili che sviluppano progetti per l’alta moda, notando l’intensa ricerca condotta in questi siti.

Il viaggio è proseguito verso Hampi, raggiunto con un autobus letto. Qui, Mirabella ha osservato una profonda comunione con il caos e il sacro, manifestata da gesti di devozione come il toccare oggetti e portarli alla testa, o la trasformazione di semplici elementi in luoghi di culto attraverso l’aggiunta di fiori o colori. Ha anche notato i rangoli, decorazioni realizzate a terra con polveri, cereali o calcare, spesso di fronte alle case.

Da Hampi a Bangalore, passando per Mysore, Mirabella ha incontrato diversi artigiani. Ha visitato una persona che lavora a una pittura tradizionale con rilievo in foglia d’oro. L’artista, in condizioni di salute precarie, è stato rappresentato dal figlio quindicenne. In questa occasione, Mirabella ha condiviso musica rap italiana con il ragazzo, che ha continuato a inviargli canzoni rap in hindi negli anni successivi.

L’incontro con Aditi Ranjan è avvenuto a Bangalore, in un caffè. Aditi ha spiegato che il libro era un progetto commissionato dal governo, realizzato da lei e dal marito. Ha fornito a Mirabella nuovi contatti e suggerito di iniziare la sua esplorazione da Delhi, a causa di eventi importanti in corso.

A Delhi, Mirabella ha visitato la fiera di artigianato Surajkund, descritta come la più grande dell’Asia e dell’Africa, e la fiera d’arte contemporanea, oltre a diversi musei. Successivamente, si è recato a Jaipur, dove ha lavorato per una settimana con le maestranze locali del woodblock, una tecnica di stampa su tessuto tipica del Rajasthan. Insieme a Raul, ha stampato numerosi segni su lunghe tele, accumulando informazioni visive.

Profondità Culturale e Riflessioni Personali

Il viaggio è continuato a Bhubaneswar, una città che Mirabella ha percepito come un’altra India, più “oscura”, dove forme, architetture e sculture dialogano con la morte in un’ottica di rinascita, associata alla figura di Siva. Qui ha tentato di collaborare con un artigiano specializzato nell’incisione su foglie di palma Pattachittra, una tecnica che trasforma sottili foglie incise in supporti narrativi per racconti religiosi, miti e genealogie, unendo funzione devozionale, educativa e artistica. Nonostante l’insuccesso iniziale della collaborazione, Mirabella ha espresso il desiderio di approfondire questa tecnica.

Beatrice si è unita a Mirabella a Kolkata. Durante il viaggio, hanno affrontato la notizia della morte di Rosalba, zia di Beatrice e stampatrice d’arte. Questa coincidenza ha avuto luogo mentre stavano stampando nella fabbrica di woodblock a Jaipur, un momento in cui hanno continuato il lavoro, sentendosi meno distanti dalla perdita. Il nome Hara, una versione distruttrice di Siva, e Śambu, che significa “luogo di felicità”, sono stati menzionati in relazione a questo evento.

Il viaggio si è concluso con una riflessione sul caos e sulla percezione del mondo. Una frase trovata a Mumbai, e poi riletta con una variazione, ha accompagnato Mirabella: “In order to make art, I must listen to the bird, and in order to hear the birds, just for a single moment, my inner warplanes must be silent”. Al termine della stampa, mentre la città si chiudeva, Mirabella e Beatrice hanno incontrato un elefante cavalcato da due persone, un’immagine che ha simboleggiato la conclusione di un’esperienza intensa e la capacità di abbracciare il caos.

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