La decima edizione di straperetana, rassegna d’arte diffusa ideata nel 2017 da Paola Capata e Delfo Durante, segna un’evoluzione significativa. Il progetto, che ha coinvolto circa 160 artisti nel corso degli anni, ha animato il borgo abruzzese di Pereto con interventi site-specific e progetti espositivi integrati con il territorio. Per questa edizione, curata da Paola Capata e Annalisa Inzana, la partecipazione di Elisa Montessori e Flavio Favelli introduce una nuova direzione, con due interventi permanenti che avviano un più ampio progetto di arte pubblica, affiancati da una doppia mostra personale nella sede storica di Palazzo Maccafani.
Interventi permanenti nel borgo
Flavio Favelli presenta l’intervento pittorico intitolato Regimentale, realizzato su un muro di 36 metri che attraversa il centro storico di Pereto, partendo dal Belvedere. L’opera attinge alla grafica della storica ditta di liquori abruzzese Francesco Jannamico Liquori, riproducendo su un fondo azzurro le stelle a cuspide del celebre marchio. Il fregio murale di Favelli reinterpreta il marchio della ditta di liquori, trasponendolo in un nuovo contesto di significato. L’intervento rilegge una memoria storica collettiva, attualizzandola attraverso la cultura popolare e l’immaginario. Si passa da un cielo stellato, richiamo alle antiche basiliche medievali, a un nastro cromatico continuo dove la brandizzazione si lega al lessico familiare.
Elisa Montessori ha installato, su un’imponente parete in pietra verso la piazza del Castello, una lastra di metallo incisa con un disegno del 1948, intitolato La mano sinistra. Questo salto temporale nell’opera, la prima dell’artista nello spazio pubblico, incorpora una memoria personale che si apre alla comunità del borgo. L’opera richiama la distinzione del pedagogista Jerome Bruner, per il quale la mano destra rappresenta la logica e la conoscenza formale, mentre la mano sinistra simboleggia l’arte, l’intuizione e la creatività. Per Bruner, la cultura è una rappresentazione che permette di riconoscersi nei simboli e nelle metafore.
La doppia personale a Palazzo Maccafani
All’interno di Palazzo Maccafani, la doppia personale di Favelli e Montessori espone opere storiche e lavori inediti. Tra questi, il video di Favelli Bologna Centrale (2026), un racconto autobiografico sui trent’anni trascorsi dall’artista nel quartiere Santo Stefano di Bologna, e la scultura ambientale di Elisa Montessori Labirinto (1989), esposta per la prima volta dopo quasi quarant’anni. Altre opere di Favelli includono Black & Ivory (2024), un assemblaggio di arredi dipinti, e Soft Arancio (2026), smalto su collage di cartoni. Per Montessori sono presenti Senza Titolo (1986), acrilico e pastello su tela, e diverse ceramiche dipinte realizzate con Elisabetta Seber, come Sandali (2020), Scarpette Cinesi (2020) e Babouche (2020).
La curatela della mostra non cerca un punto di contatto forzato tra le pratiche dei due artisti, ma evidenzia le specificità delle loro ricerche attraverso una spazialità ritmata da punteggiature e contrappunti. Negli assemblaggi di Favelli e nella ricerca sul segno di Montessori emerge un’inclinazione condivisa al dialogo con lo spazio, attraverso interruzioni della percezione ordinaria e pause contemplative. Entrambi gli artisti partono da una dimensione personale per esplorare nuove prospettive sul mondo. Montessori accoglie l’errore e l’imperfezione come risorse espressive, mentre Favelli impiega l’ironia come dispositivo critico per riattivare il potenziale della memoria. La scelta curatoriale di calibrare pieni e vuoti favorisce un contatto ravvicinato con le opere, preservando l’atmosfera intima e raccolta che caratterizza straperetana e la sua comunità.
