L’industria manifatturiera e il mondo dell’arte contemporanea trovano punti di contatto sempre più frequenti, generando nuove opportunità di innovazione e sviluppo. Un esempio di questa sinergia è rappresentato da Dock and Dockers, azienda specializzata nella lavorazione del policarbonato. Francesco Martinolich, alla guida della ditta, illustra come l’approccio creativo e la gestione dell’errore possano trasformare i processi industriali, aprendo a nuove prospettive di business e sostenibilità.
Creatività e Gestione dell’Errore nel Processo Industriale
Per Dock and Dockers, la creatività è una competenza indispensabile a ogni livello e in ogni ambito lavorativo. L’azienda si configura come un luogo dove il lavoratore può esprimere la propria esigenza creativa, che diventa un valore aggiunto alla professionalità individuale. Questo approccio permette di superare la routine, trasformando il tempo passivo in valore aziendale e riducendo la possibilità di errore derivante dalla ripetitività.
Nel contesto industriale, l’errore è generalmente visto come un elemento da eliminare per massimizzare produzione e profitti. Tuttavia, nella pratica artistica, può rappresentare una risorsa. Dock and Dockers adotta una progettazione interattiva ed empirica, simile a quella di molti artisti, accettando l’errore come parte funzionale del processo creativo, purché circoscritto alla fase di progettazione. Se l’errore si manifesta nella fase finale del “prodotto finito”, può generare una perdita economica. Per mitigare questo rischio e dare valore agli oggetti, evitando anche danni ecologici, l’azienda applica processi di “design sistemico”. Questo approccio ribalta il paradigma dello scarto come danno, conferendo nuova vita a prodotti inutilizzabili, stock invenduti o scarti di produzione.
Collaborazioni Artistiche e Progetti Innovativi
Le collaborazioni con il mondo dell’arte non sono per Dock and Dockers semplici commesse, ma occasioni per ripensare processi e competenze. Un caso emblematico è stato il padiglione dell’Uzbekistan alla 61ª Mostra Internazionale d’arte – La Biennale di Venezia. La sfida, risolta con successo in tempi ristretti, ha richiesto di sfruttare al meglio le performance dei sistemi in policarbonato della Dott. Gallina e le capacità tecniche di trasformazione dell’azienda, trovando soluzioni che rispettassero le normative costruttive e le esigenze creative del progetto.
Un’altra realizzazione significativa è la scultura Approximation (chameleon through the looking-glass) di Katja Novitskova, destinata al Parco d’Arte di Guarene della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Queste esperienze dimostrano come l’azienda attivi le proprie “sensibilità” e trasferisca competenze tecniche sviluppate in anni di sperimentazione, talvolta suggerendo soluzioni alternative ai limiti del tecnicamente possibile.
Dock and Dockers è anche sponsor tecnico dei Graphic Days di Torino e, dal 2026, dell’edizione milanese. La collaborazione con lo studio Quattrolinee per gli allestimenti dei Graphic Days è iniziata tre anni prima del 2026, avvicinando l’azienda alle arti grafiche e decorative. Questo ha generato sinergie e collaborazioni in ambiti nuovi, richiedendo un impiego non convenzionale dei prodotti e delle lavorazioni.
In occasione della Milano Design Week 2026, l’azienda ha realizzato THE GATE, un’installazione imponente per i Graphic Days al Superstudio Village. Composta da 50 lastre di policarbonato alveolari rosse e viola sospese, l’opera ha creato giochi di luce riflessa e diffusa. Tutti i pannelli utilizzati per THE GATE derivavano da scarti o esuberi di progetti precedenti e sono destinati a essere riutilizzati nelle edizioni successive del Festival, reinterpretati in nuove forme e funzionalità.
Dall’Esperimento Artistico al Business Sostenibile
Francesco Martinolich vede il rapporto tra aziende manifatturiere e creativi come un’opportunità continua per la ricerca e lo sviluppo, per promuovere materiali in chiave innovativa e stimolare nuove collaborazioni. L’obiettivo è tradurre queste collaborazioni e installazioni artistiche in un business concreto e sostenibile.
Un esempio di successo è l’installazione luminosa Lanterna, realizzata in collaborazione con i creativi dei Graphic Days, che è entrata a far parte del Circuito Luci d’Artista della Città di Torino. In omaggio a questo progetto, Dock and Dockers ha ideato e prodotto in serie limitata una lampada da tavolo in policarbonato alveolare. L’azienda mira a trasformare queste lampade da “esercizio di stile” a “prodotto” commerciale. Più in generale, l’obiettivo è convertire i laboratori creativi in un nuovo modello di business, coinvolgendo attivamente gli artisti nel processo di design di prodotto.
