Villa Ducale di Stresa: L’incontro tra la filosofia di Rosmini e l’arte contemporanea

scritto da Redazione
Facciata della Villa Ducale di Stresa, sede del Centro Internazionale di Studi Rosminiani

La Villa Ducale di Stresa, dimora storica del filosofo Antonio Rosmini e attuale sede del Centro Internazionale di Studi Rosminiani, ha recentemente inaugurato un’apertura all’arte contemporanea. Nel luglio scorso, la residenza sul Lago Maggiore ha ospitato un’installazione digitale di Davide Maria Coltro, artista veronese nato nel 1967. Questa iniziativa si fonda su un’intuizione pedagogica di Giovanni Gentile, secondo cui l’opera d’arte autentica produce una trasformazione in chi la osserva, un concetto espresso ne La filosofia dell’arte del 1931.

L’Arte Digitale e la Filosofia a Stresa

Davide Maria Coltro, tra i primi in Italia a sperimentare i linguaggi digitali, ha scelto Gignese, nell’area dell’Alto Vergante sul Lago Maggiore, come suo rifugio. L’artista è stato invitato a partecipare al Simposio 2026 del Centro, un evento che riunisce filosofi, pedagogisti e teologi, con l’obiettivo di integrare la prospettiva degli artisti. L’installazione di Coltro a Villa Ducale si è concentrata sui temi del Simposio 2026, dedicato al “Cambiamento. La formazione dell’individuo, in bilico tra ‘vuoto’ e ‘colmo’”.

I “Quadri Mediali” presentati dall’artista sono descritti come “tele generative di pittura elettronica”, caratterizzate da luce, colore e tempo in continuo divenire. La possibilità di trasformazione dell’opera e l’attesa che essa genera nell’osservatore risuonano con la domanda filosofica. L’intento di Coltro è che l’esperienza non si limiti alla contemplazione, ma stimoli domande di senso fondamentali, comuni agli ambiti della filosofia, della teologia e dello spirito. Questa sinergia con il Centro è considerata un preludio a future collaborazioni, rinnovando la fiducia nella conversazione culturale, anche attraverso l’arte contemporanea, nelle sale che furono luogo di studio e incontri di Antonio Rosmini fino al 1855, dove dialogò con figure come Alessandro Manzoni.

La Villa Ducale e la Nascita del Centro Rosminiano

Il Centro Internazionale di Studi Rosminiani è stato istituito nel 1966, concretizzando un desiderio espresso da Rosmini stesso in giovane età, che sognava un centro culturale per la pubblicazione di libri. La fondazione dell’istituto fu possibile grazie all’impegno del filosofo siciliano Michele Federico Sciacca, che condivideva con Rosmini la vicinanza allo spiritualismo cristiano. Alla sua nascita, il Centro si propose di rendere accessibile l’eredità culturale del filosofo e teologo di Rovereto, beatificato da Papa Benedetto XVI nel 2007.

Il Padre generale dei Rosminiani, Giovanni Gaddo, mise a disposizione il Palazzo Bolongaro, noto come Villa Ducale, a Stresa. Questa villa, la più antica di Stresa, fu costruita dalla famiglia Bolongaro intorno al 1770. Dal 1850 al 1855 fu dimora di Antonio Rosmini, che vi ospitò importanti personalità del Risorgimento italiano. Nel 1857, la Villa divenne residenza di Elisabetta di Sassonia, Duchessa di Genova, da cui prese il nome di Villa Ducale; sua figlia Margherita, sposa di Umberto I di Savoia, divenne regina d’Italia. Il Centro ospita la Biblioteca di Rosmini, l’Archivio, la sede della Rivista Rosminiana, l’editrice Sodalitas, un Museo rosminiano e una foresteria per studiosi.

I Tesori della Biblioteca e il Percorso Museale

La Biblioteca del Centro è un elemento centrale, custodendo oltre 100.000 volumi. Il nucleo originario è costituito dalla biblioteca che Rosmini portò con sé da Rovereto nel 1826, comprendente circa 2.000 volumi di politica, questioni morali e filosofia. Il catalogo si è arricchito con la raccolta di 4.000 volumi di medicina dal Quattrocento all’Ottocento, appartenuti a Giuseppe Montesanto, la Biblioteca Sciacca, il fondo Carlo Grey e numerosi altri fondi acquisiti tramite acquisti e donazioni. Sono presenti anche 500 carte geografiche e mappe, centinaia di periodici (correnti ed estinti), incisioni e fotografie.

Una visita al Centro permette di approfondire la storia della Villa e della vita di Rosmini. A Palazzo Bolongaro è possibile visitare il Museo storico, la camera di Antonio Rosmini e il parco. L’itinerario può proseguire verso il Monumento dedicato all’amicizia tra Manzoni e Rosmini, eretto nel 1932 in via Manzoni, e raggiungere la Chiesa del SS. Crocifisso, dove nella cripta sono conservate le spoglie del filosofo. Il Centro è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, da metà marzo a metà ottobre, con ingresso su offerta libera. È consigliato contattare l’istituto per pianificare la visita.

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