L’ADI Design Museum di Milano ha presentato un rinnovato allestimento della sua Collezione storica del Compasso d’Oro, a cinque anni dall’apertura. Il progetto introduce un percorso espositivo ampliato e una serie di approfondimenti tematici che connettono il design italiano alla letteratura mondiale.
Un percorso espositivo ampliato e rinnovato
Il nuovo allestimento della Collezione storica del Compasso d’Oro è stato curato da Maité García Sanchis, con il progetto di allestimento firmato da Matteo Vercelloni e il progetto grafico di Francesco Franchi e Davide Mottes. Questo rinnovamento include l’integrazione di riconoscimenti precedentemente non inclusi nel percorso espositivo. Tra questi, il Compasso d’Oro alla Carriera del prodotto, istituito nel 2020 e assegnato a oggetti che, pur non premiati al momento del lancio sul mercato, sono diventati icone in un secondo momento. Sono stati inoltre inclusi i Compassi internazionali.
Il Compasso d’Oro, nato nel 1954 da un’idea di Gio Ponti, è un premio prestigioso che celebra l’eccellenza del design italiano. La sua collezione storica rappresenta un’evoluzione antologica del design, documentando come gli oggetti d’uso quotidiano possano influenzare la cultura e la società.
Il design incontra la letteratura: nuove prospettive narrative
Una delle innovazioni centrali del nuovo allestimento è la proposta di approfondimenti tematici curati da Andrea Anastasio e Domitilla Dardi. Questi approfondimenti creano un legame tra alcuni dei progetti vincitori del Compasso d’Oro e stralci selezionati da capolavori della letteratura mondiale, spaziando tra romanzi, saggi, racconti e poesie. L’obiettivo è offrire una porta d’ingresso emotiva ai pezzi chiave della storia del design italiano attraverso le parole degli scrittori.
Questi accostamenti sono distribuiti lungo il percorso di visita, fungendo da contrappunti. Si basano su associazioni mentali libere, che le guide del museo sono invitate a integrare con i loro ricordi ed esperienze, e che i visitatori possono a loro volta espandere attingendo al proprio immaginario.
- La macchina da cucire BU, disegnata da Marcello Nizzoli e premiata nel 1954, è introdotta da un testo che evoca l’atelier sartoriale delle “Sorelle Materassi” di Aldo Palazzeschi, ricco di scampoli, pizzi e cordoni.
- Il servizio da tavola in melamina di Massimo Vignelli, premiato nel 1964 e recentemente esposto alla Triennale, è accostato al racconto “Il bicchiere di plastica infrangibile” di Achille Campanile. Questo racconto esplora la razionalità dei genitori del piccolo Marcello, disposti a distruggere tutti i bicchieri di casa per trovare quello indistruttibile.
- La pensilina Boma, vincitrice nel 2001, acquisisce nuovi significati se accostata a un passaggio di un romanzo di Elena Ferrante, dove i personaggi Lenù e Nino vivono un momento intenso alla fermata dell’autobus.
La multidisciplinarietà come strategia museale
Il Presidente ADI, Luciano Galimberti, ha evidenziato come la globalizzazione e la diffusione della comunicazione ipertecnologica abbiano modificato le modalità espressive e di socializzazione. In questo contesto, i musei devono affrontare nuove esigenze dei fruitori. Un museo contemporaneo, secondo Galimberti, deve interagire quotidianamente con le tendenze, i gusti e i mezzi di comunicazione, rispondendo alla richiesta di interazione a tutti i livelli. L’approccio multidisciplinare adottato dall’ADI Design Museum mira a proporre moventi aggregativi dinamici, capaci di offrire una lettura del presente orientata al futuro.
L’ADI Design Museum si trova in Piazza Compasso d’Oro a Milano, con ingresso da Via Ceresio 7, Via Bramante 42 e Piazza Cimitero Monumentale. L’ingresso è libero.
