Luigi Ghirri e Gianni Celati: Sguardi sul Paesaggio Padano al MAMbo

scritto da Redazione
Veduta di allestimento della mostra Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la Foce al MAMbo di Bologna

Il Museo d’Arte Moderna di Bologna (MAMbo) ospita la mostra “Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la Foce”, un progetto espositivo che esplora la visione condivisa del paesaggio da parte del fotografo Luigi Ghirri e dello scrittore e regista Gianni Celati. Curata da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli, l’esposizione è stata un progetto vincitore del bando Strategia Fotografia 2025. La mostra, allestita nella project room del museo, è visitabile nei mesi estivi fino ai primi giorni di ottobre.

Il Viaggio di Celati e la “Strada Provinciale delle Anime”

Il titolo della mostra riprende un’opera diaristica di Celati del 1989, ma il progetto espositivo restituisce una ricerca più ampia che lo scrittore ha condiviso con Ghirri. Già nel 1981, Ghirri aveva contattato Celati per riflettere insieme sulla necessità di ripensare il paesaggio delle pianure e dei territori italiani. Il fulcro della mostra è il viaggio intrapreso da Gianni Celati, partito da Ferrara su un pullman azzurro, in direzione della foce del Po. Questo breve percorso, durato alcuni giorni, aveva lo scopo di raccogliere materiale per un lungometraggio, poi realizzato tra il 1989 e il 1991, intitolato “Strada provinciale delle anime”.

Il film documenta un’esplorazione delle pianure emiliane, attraversate da corsi d’acqua e caratterizzate da un senso di desolazione. I paesi incontrati lungo il tragitto, sebbene con nomi storici, trasmettono un’impressione di abbandono e solitudine. La “Strada provinciale delle Anime” fungeva da punto di riferimento per questa esplorazione, scelta forse per il suo nome o perché, come si afferma nel film, “attualmente non porta da nessuna parte”. Un compagno di viaggio di Celati ha dichiarato che, pur non avendo visto nulla di speciale, l’esperienza non è stata sgradita, osservando che “dappertutto ci sono molte case, con tanta gente come noi”. Celati stesso ha notato che questi luoghi non suggeriscono una povertà incombente, ma piuttosto l’idea di posti dove “nessuno vuole abitare, perché non succede niente”.

Lo Sguardo Fotografico di Luigi Ghirri

Luigi Ghirri ha accompagnato Celati in questo viaggio, seguendo il pullman con la sua macchina fotografica. I suoi scatti, esposti in semplici cornici azzurre lungo tre delle quattro pareti della sala, ritraggono la comitiva durante le attese lungo gli argini dei canali, le brevi soste nei bar e i momenti trascorsi tra gli alberi vicino al Po. Ghirri, noto per la sua attenzione all’ambiente piuttosto che ai volti umani, ha catturato in queste immagini gli elementi naturali e la luce, restituendo il ritmo del viaggio. I personaggi nelle sue foto si raccontano in relazione al luogo in cui si trovano, in un’attenzione ai particolari più insignificanti ma affettivamente rilevanti.

Gianni Celati ha riconosciuto la specificità delle scelte fotografiche dell’amico, affermando che “Tutte le foto di Ghirri sono foto sulla forma delle cose, le cose come vogliono essere viste (…) fotografava cose che non interessavano, a cui non badiamo e spesso diceva “nella fotografia non c’è nulla di nuovo, una foto è solo un’immagine del mondo””. La serie “Blu infinito” di Ghirri, del 1991, è presente in mostra con stampe coeve provenienti da collezioni private.

L’Allestimento e la Visione Condivisa

Sulla quarta parete della project room, tre schermi di diverse dimensioni proiettano tre progetti cinematografici di Gianni Celati: “Strada provinciale delle anime” (1991), “Il mondo di Luigi Ghirri” (1998) e “Case sparse. Visioni di case che crollano” (2003). Il primo film è il risultato delle riprese effettuate durante il viaggio nella valle padana. Gli scatti di Ghirri e i lungometraggi di Celati, pur affidandosi a media diversi, rivelano una sensibilità e uno sguardo ampi, orientati verso l’orizzonte, percepito come un elemento in continuo movimento.

Nel documentario di Celati, Luigi Ghirri appare di sfuggita, con la sua macchina fotografica, pronto a catturare l’esplorazione di spazio e tempo. Ghirri ha descritto il paesaggio come un punto di incrocio tra natura e cultura, un attimo in cui coesistono diverse percezioni sensoriali. Celati ha aggiunto che anche l’intimità individuale fa parte del paesaggio, e che i pensieri sono fenomeni esterni che si incontrano, come un taglio di luce o l’ombra delle nuvole. L’esplorazione del materiale in mostra richiede un tempo di visione e ascolto lento per cogliere le forme, le luci e le sensazioni trasmesse dalle fotografie di Ghirri, e per apprezzare il ritmo, le voci e i suoni dei film di Celati. Al centro di questa esposizione emerge la sintonia tra i due artisti, amici e collaboratori, uniti da un lungo percorso di esplorazione e riflessione sul paesaggio.

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