Giovanni Ozzola a Lerici: l’arte contemporanea incontra il Golfo dei Poeti

scritto da Redazione
Vista parziale della mostra 'I miei orizzonti e tu' di Giovanni Ozzola alla Fondazione Lerici, con opere fotografiche e scultoree.

A Villa Marigola, nel contesto del Lerici Music Festival 2026, la Fondazione Lerici Cultura ospita la mostra personale di Giovanni Ozzola, intitolata “I miei orizzonti e tu”. L’esposizione, curata da Carlo Orsini e realizzata in collaborazione con Galleria Continua, presenta un percorso artistico che include fotografia, scultura, installazione e video, concepiti per dialogare con il paesaggio del Golfo dei Poeti. Il mare, elemento centrale, diviene metafora dell’esistenza e dell’incontro con l’altro.

L’esposizione di Giovanni Ozzola

Tra le opere esposte, alcune risalenti al 2026, come le fotografie “Untitled – a fine primavera”, “Untitled – with a view” e “Venezia – faro di notte”, che offrono visioni parziali dell’allestimento. Il percorso include anche il video “Sin tiempo / Timeless” del 2017, un’installazione di 7 minuti e 54 secondi che indaga il Silbo Gomero, una lingua fischiata dell’isola della Gomera. L’opera “The Lake of the Unknown” del 2019, composta da quaranta formelle in rame di 291 x 291 cm, presenta lastre incise dove ogni linea rappresenta il viaggio di un esploratore verso l’orizzonte e l’ignoto. La fotografia “A mani vuote di te” del 2026, una stampa giclée su carta di cotone, esplora il confine tra visibile e invisibile, tra esperienza individuale e dimensione universale. Altre opere presenti sono “Dust on Memories” del 2016, “Untitled – with you” del 2026 e “Senza titolo – di maggio” del 2026.

Il progetto della Fondazione Lerici Cultura

Margherita Amirkanian, della Fondazione Lerici Cultura, ha illustrato il progetto che include l’arte contemporanea nel Lerici Music Festival. L’idea di integrare l’arte contemporanea è nata per affiancare la musica e valorizzare luoghi che hanno ospitato artisti e musicisti fin da tempi antichi, come testimoniato dalla presenza di Dante e Sem Benelli, che diede il nome al Golfo dei Poeti. Il progetto, ideato alcuni anni fa, è stato concluso tre anni prima del 2026, grazie al supporto di Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, fondatori della Galleria Continua. La collaborazione con la galleria ha permesso di portare a Lerici artisti di rilievo, come Carlos Garaicoa e Arcangelo Sassolino, che ha dedicato tempo al progetto l’anno precedente.

“Abbiamo avuto questa idea di inserire l’arte contemporanea perché che cosa meglio dell’arte contemporanea si può accompagnare alla musica e si può accompagnare a dei luoghi che hanno ospitato artisti, hanno ospitato musicisti fin dai tempi di Dante che ha firmato una pace tra Guelfi e Ghibellini proprio qua dietro a uno dei castelli di Malaspina? Quindi è veramente un luogo che ha accolto tantissimi personaggi importanti. La casa che noi abitiamo è una torre d’avvistamento dove ha vissuto Sem Benelli che mentre viveva qui, ha dato il nome al Golfo dei Poeti. C’è tutta una storia che per noi è molto importante da mantenere, da rispettare e da rinnovare attraverso l’arte contemporanea.”

Carlo Orsini ha sottolineato come il motore di questa iniziativa sia una generosità che si manifesta in termini emotivi, materiali, di tempo e impegno, dedicati tutto l’anno per un progetto strategico volto a valorizzare un territorio con un potenziale culturale non pienamente espresso.

Visione e impatto culturale

Margherita Amirkanian ha ribadito la volontà di donare al territorio un impulso culturale che ne favorisca la crescita, coltivando e facendo rivivere le radici storiche. L’arte, insieme alla musica, è vista come un volano per lo sviluppo culturale, in contrasto con la predominanza dei grandi brand commerciali. Ha citato esempi come Los Angeles e New York (Downtown), dove l’arte ha contribuito a trasformare luoghi precedentemente poco accessibili in centri culturali vitali. L’obiettivo è quello di seminare le basi per un cambiamento simile a Lerici. Il Lerici Music Festival, parte integrante di questa visione, ha ospitato eccellenze come il violinista Pinchas Zuckerman l’anno precedente e la violinista coreana Bomsori Kim nel 2026. Eugenio Viola, direttore del Madre e già direttore della Biennale di Guatemala, è atteso per una serie di conversazioni, a testimonianza dell’impegno della Fondazione nel promuovere il dialogo culturale.

“La mia volontà è di donare al territorio un qualche cosa che lo faccia crescere culturalmente, perché questo è già un territorio che ha queste radici: il punto è che bisogna coltivarle, bisogna annaffiare, bisogna far crescere ancora e ritornare a far rivivere queste radici, affinché di nuovo la cultura sia un volano al posto dei negozi di grandi brand.”

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