Eliška Konečná: Ricamo e Riflessione sulla Felicità alla eastcontemporary di Milano

scritto da Redazione
Ricamo su cotone di Eliška Konečná, parte della mostra You Were Never Promised a Happy Life

L’opera di Eliška Konečná: tra ricamo e introspezione

La galleria eastcontemporary di Milano presenta la mostra personale di Eliška Konečná, artista nata in Repubblica Ceca nel 1992. L’esposizione, intitolata You Were Never Promised a Happy Life, è stata prorogata fino al 25 luglio 2026. Attraverso l’applicazione al ricamo, Konečná esplora le dinamiche tra la ricerca di una vita serena e le pulsioni legate al vizio, al rischio e a una concezione dinamica della felicità.

Le opere, realizzate con ricami su cotone, creano un ambiente che l’artista descrive come uno spazio protetto. La precisione delle cuciture e le forme aggraziate dei corpi raffigurati introducono lo spettatore in una condizione di angoscia velata, suggerendo un punto fermo da cui è difficile muoversi. Questo labirinto sensoriale richiama l’idea di una gabbia morbida e immacolata, che tuttavia racchiude l’inflessibilità di una limitazione talvolta insostenibile. Tra le opere esposte figurano Mute Effect (2026, 90 x 190 cm), On Planting Peas (2026, 230 x 190 cm), A Coupe Lying on the Ground (2026, 230 x 200 cm) e They Are Pulling out My Thorns (2026, 230 x 300 cm).

Riferimenti letterari e cinematografici

La ricerca estetica e filosofica di Konečná si sviluppa attorno al concetto di felicità, intesa come parola acquiescente e desiderante. Il titolo della mostra, You Were Never Promised a Happy Life, evoca le dimore che imprigionano i personaggi del film The Hours, a sua volta ispirato all’omonimo romanzo di Michael Cunningham del 1998. La pellicola ritrae la scrittrice Virginia Woolf, interpretata da Nicole Kidman, mentre lavora al suo romanzo La signora Dalloway.

Un momento significativo del film, richiamato nell’esposizione, è il dialogo tra Virginia Woolf e il consorte Leonard. Alla domanda di Leonard sul perché fosse necessario far morire un personaggio nel manoscritto, Virginia risponde che ciò è indispensabile affinché gli altri personaggi possano comprendere il valore della vita. Quando Leonard chiede chi sarà a morire, Virginia risponde: “Sarà il poeta, il visionario”. Questo scambio precede la tragica fine di Virginia Woolf, che il 28 marzo 1949 scelse di togliersi la vita nel fiume Ouse, come testimoniato dalla sua lettera di addio a Leonard, in cui scriveva: “Non credo che due persone avrebbero potuto essere felici più di quanto lo siamo stati noi”.

La felicità come immagine di facciata

Eliška Konečná, attraverso le sue opere, restituisce le condizioni del vissuto che non possono essere risolte dalla semplice consolazione di una superficie bianca. L’artista si interroga su quale spazio e tempo possano appropriarsi di una felicità che si presenta come pura immagine di facciata. Intessendo le trame dell’esistenza, sia i momenti di quiete che il tormento derivante dall’assenza di emozione, Konečná invita a riflettere sul territorio dell’altro e sulla complessità del sentire privato. La mostra offre uno spunto per comprendere come la ricerca di un quieto vivere possa scontrarsi con la possibilità del vizio e del rischio, annullando talvolta la prospettiva di una felicità autentica e dinamica.

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