La Villa Reale di Monza ospita la prima edizione di Dialoghi Immateriali, un evento culturale dedicato alla salvaguardia dei patrimoni immateriali riconosciuti dall’UNESCO. L’iniziativa, aperta al pubblico, si svolge venerdì 9 ottobre e riunisce sei diverse comunità italiane che praticano saperi e tradizioni iscritte nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Promosso e organizzato dal Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, l’evento beneficia del patrocinio dell’UNESCO e del supporto di Regione Lombardia e del Comune di Monza. L’obiettivo è favorire il dialogo tra pratiche apparentemente distanti, ma accomunate dalla necessità di tramandare conoscenze e competenze alle future generazioni.
Il Valore del Patrimonio Immateriale
Il concetto di patrimonio culturale immateriale, definito dalla Convenzione UNESCO del 2003, include pratiche, espressioni e saperi che le comunità riconoscono come propri. Queste tradizioni sono trasmesse di generazione in generazione e vengono continuamente ricreate in relazione all’ambiente, alla storia e alla vita di chi le pratica. Salvaguardare tale patrimonio significa tutelare le persone, le comunità e le condizioni socioculturali che permettono loro di continuare a creare, insegnare e incontrarsi.
Le sei comunità coinvolte in questa edizione di Dialoghi Immateriali rappresentano la diversità e la ricchezza di queste tradizioni. Tra esse figurano il canto lirico, la liuteria cremonese, il suono manuale delle campane, l’arte dei suonatori di corno da caccia, la cerca e cavatura del tartufo e la cucina italiana. Sebbene i loro ambiti possano sembrare distinti, condividono elementi fondamentali come la pazienza dell’apprendistato, l’equilibrio tra esperienza e innovazione, e la responsabilità di trasmettere il sapere.
Un Confronto tra Saperi Antichi e Contemporanei
L’accostamento di queste esperienze mira a evidenziare sia le specificità di ciascuna pratica sia gli elementi che le uniscono. Ad esempio, il liutaio e il cantante operano entrambi sul suono, seppur da prospettive diverse, mentre chi segue i ritmi del bosco per la cerca del tartufo e chi tramanda una tradizione culinaria dimostrano l’influenza reciproca tra cultura e ambiente. Questo dialogo tra patrimoni può generare effetti concreti, offrendo alle comunità l’opportunità di confrontarsi su sfide comuni, quali il coinvolgimento dei giovani, le metodologie di trasmissione di competenze acquisite anche per osservazione e pratica, e la continuità delle pratiche nella vita contemporanea. Il confronto su risposte e difficoltà può rafforzare la consapevolezza del valore di ogni tradizione e aprire nuove vie per la sua salvaguardia.
Programma e Performance alla Villa Reale
La giornata di Monza si articola in diverse fasi. Il pomeriggio, tra le 14 e le 17, è dedicato al confronto con interventi di esperti, presentazioni delle diverse comunità e una tavola rotonda. Tra i rappresentanti istituzionali presenti vi saranno l’assessora alla Cultura della Regione Lombardia, Francesca Caruso, e il segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Alessandro Monti.
A seguire, sono previste diverse performance. Alle 17:30, all’ingresso del Teatrino di Corte, si potrà assistere al suono manuale delle campane. Alle 18, sempre nel Teatrino, si terrà un incontro musicale tra liuteria cremonese e canto lirico, con musiche di Isabella Leonarda, Francesco Cavalli e Claudio Monteverdi. L’esecuzione vedrà Antonio Greco al clavicembalo e alla direzione, Lena Yokoyama al violino e il mezzosoprano Valentina Ferrarese. Alle 19:30, nel cortile della Villa, sarà la volta dell’arte musicale dei suonatori di corno da caccia.
La cena istituzionale, in programma alle 20 nel salone da ballo, completerà il percorso gastronomico con un concept ispirato ai patrimoni immateriali, curato dallo chef Marcello Passoni del ristorante 13.10, che interpreterà i valori della cucina italiana.
Gli spazi della Reggia di Monza, progettati da Giuseppe Piermarini e Luigi Canonica e recentemente restaurati, fungeranno da cornice per l’evento. Dalle sontuose sale per gli incontri al Teatrino di Corte, fino ai cortili, ogni ambiente è stato scelto per valorizzare il dialogo tra le comunità e le diverse performance. L’iniziativa sottolinea come la cultura si universalizzi non annullando le differenze, ma promuovendo il dialogo e la comprensione reciproca, contribuendo a un’idea più ampia di umanità condivisa.
