L’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti a Roma Riapre con la Mostra “Hypothèse de lecture”

scritto da Redazione
Installazione artistica all'interno dell'Antica Biblioteca di Trinità dei Monti per la mostra Hypothèse de lecture

La riapertura di uno spazio storico

L’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti a Roma, situata all’interno del convento dell’ordine dei Minimi, sopra l’altare della chiesa, è nuovamente accessibile al pubblico. Questo spazio, che per lungo tempo è stato inaccessibile, riapre le sue porte dopo un significativo intervento di restauro. L’inaugurazione della nuova stagione culturale è avvenuta il 18 settembre 2026 con la mostra “Hypothèse de lecture”, curata da Gaia Bobò e Teresa Ranchino.

Il progetto espositivo riunisce quaranta artisti, sia italiani che francesi, con un’attenzione particolare alle scene emergenti di Roma e Parigi. Questa iniziativa segna una nuova direzione culturale voluta dalla direttrice Marie-Pierre Dabadie, che ha scelto di affidare all’arte contemporanea il compito di interrogare e riattivare le tracce storiche del complesso.

Storia e recupero dell’Antica Biblioteca

Fino alla fine del Settecento, l’Antica Biblioteca custodiva circa 9.000 volumi. Tuttavia, il patrimonio librario fu disperso nel 1798 a causa delle vicende rivoluzionarie e delle azioni delle truppe napoleoniche. Questo evento ha privato lo spazio della sua funzione originaria, lasciando intatto solo un monumentale soffitto ligneo.

Il restauro dello spazio è iniziato nel 2003, in collaborazione con i laboratori dei Musei Vaticani. L’intervento ha permesso di recuperare la leggibilità dell’apparato decorativo e di restituire alla sala la sua forza storica. All’interno della biblioteca è stata installata un’architettura temporanea, progettata dall’architetto belga Olivier Goethals. Questa struttura evoca scaffali e percorsi di lettura, senza però reintegrare i libri perduti. Il vuoto diventa così un elemento curatoriale, dove le opere d’arte sono chiamate a occupare lo spazio di una collezione irrecuperabile, creando nuove possibilità di interpretazione attraverso immagini, parole e materia.

“Hypothèse de lecture”: un dialogo con la memoria

La curatrice Gaia Bobò ha spiegato che il progetto “Hypothèse de lecture” nasce come omaggio alla storia della biblioteca, in particolare alla dispersione dei suoi volumi. La vicenda storica è assunta come un momento simbolico per proporre una rilettura del luogo e “ricostruire” un racconto interrotto. L’iniziativa è stata promossa dalla direttrice Marie-Pierre Dabadie con l’intento di aprire lo spazio all’arte contemporanea, cercando punti di contatto tra il linguaggio artistico e la storia della biblioteca.

Ogni opera dei quaranta artisti invitati propone una propria “ipotesi” sul contesto ospitante, relazionandosi con la storia e la parabola del luogo. L’interesse curatoriale si concentra sui processi di dispersione del sapere e sulle modalità immaginifiche per confrontarsi con essi. Si instaura così un dialogo con una storia e una memoria che, ad oggi, appaiono frammentate e illeggibili. Il rapporto con la memoria si esprime anche attraverso l’indagine sulla sua frammentazione, con le opere che punteggiano gli spazi vuoti di un discorso lacunoso. Un altro elemento centrale è il rapporto con la stratificazione, anche archeologica, della città di Roma.

La mostra non è tematica in senso stretto, ma propone intersezioni tra le ricerche dei diversi artisti e la storia del luogo. Il progetto coincide inoltre con il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, offrendo un focus sulle scene artistiche emergenti delle due città.

Gli artisti partecipanti

Gli artisti che partecipano a “Hypothèse de lecture” sono: Alberte Agerskov, Edoardo Aruta, Charlie Aubry, Alix Boillot, Dario Carratta, Valeria Carrieri, Giulio Catelli, Henri Chetaille, Taisiia Cherkasova, Ginevra Collini, Max Coulon, Giulia Crivellaro, Anna de Castro Barbosa, Federica Di Pietrantonio, Marco Emmanuele, Marco Eusepi, Elisa Florimond, Clédia Fourniau, Pierre Gaignard, Luca Grechi, Carla Gueye, Ruoxi Jin, Charlie Jouan, Amalia Laurent, Giuseppe Lo Cascio, Guglielmo Maggini, Matisse Mesnil, Paul F. Millet, Diego Miguel Mirabella, Pietro Moretti, Alexandre Nitzsche Cysne, Lulù Nuti, Flavio Orlando, Francesca Pionati, Andrea Polichetti, Valentine Prissette, Alexander Raczka, Luca Resta, Théophile Stern e il duo Vaste Programme.

La mostra è visitabile dal 19 settembre al 7 novembre 2026.

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