La Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari ospita la retrospettiva intitolata “Errare è umano”, dedicata a Biagio Caldarelli (Bari, 1951-1999), un artista la cui opera viene riscoperta a ventisette anni dalla sua scomparsa. L’esposizione, aperta dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, offre un’ampia documentazione della carriera di Caldarelli e delle sue collaborazioni artistiche.
La Formazione e le Prime Esposizioni
Biagio Caldarelli si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bari nel 1976. Dopo il servizio militare nella Marina, un’esperienza che rifletteva il suo amore per il mare, simile a quello di Pino Pascali, al quale si sentiva vicino, si è dedicato interamente all’arte. Il suo esordio con una personale, intitolata “Tavole fuori testo”, è avvenuto nel 1980 presso la Galleria Bonomo, gestita da Marilena Bonomo, che stimava l’artista e lo aveva introdotto a figure come Alighiero Boetti e Sol Lewitt.
Caldarelli era un artista incline alla sperimentazione, traendo ispirazione da diverse fonti. Tra i suoi interessi figuravano mappe geografiche, carte nautiche, tavole di astronomia, illustrazioni scientifiche, e riproduzioni d’arte classica e mitologica trovate in dizionari e libri antichi. Elementi come la rosa dei venti, il veliero e il violoncello ricorrevano nella sua ricerca. Un’altra fonte di ispirazione fu il pittore pugliese Francesco Netti (1832-1894), con cui Caldarelli condivideva l’interesse per il fregio della necropoli di Ruvo di Puglia, scoperto nel 1833 e conservato al Museo archeologico di Napoli. Questo fregio ispirò l’opera di Netti “Coro Greco” e la serie “Teorie” di Caldarelli.
Dialoghi Artistici e Ricerca
La ricerca di Caldarelli includeva anche l’osservazione delle opere di Alberto Savinio e l’interesse per i ready-made di Marcel Duchamp. Nel 1984, la Galleria Bonomo ospitò la mostra “Boetti-Caldarelli-Cucchi”, un’occasione per collaborare con maestri contemporanei. Dodici anni dopo, nel 1996, la stessa galleria presentò “Sedici accordi a tre mani”, un dialogo tra Alighiero Boetti e Biagio Caldarelli. Pietro Marino, critico d’arte, ha descritto l’arte di Caldarelli di quegli anni come caratterizzata da “scambi di sensi figurali, animazioni di lettere e numeri, recuperi aniconici dell’arte antica in chiave di scarnito decorativismo ritmico, giochi percettivi”.
“Errare è umano”: La Mostra Retrospettiva
La retrospettiva “Errare è umano” è curata da Paola Marino e organizzata dalla Galleria Valentina Bonomo in collaborazione con la città metropolitana di Bari. La mostra, allestita presso la Pinacoteca “Corrado Giaquinto”, diretta da Micaela Paparella, riunisce 160 opere che ripercorrono la carriera di Caldarelli. L’esposizione evidenzia la sua capacità di attraversare la storia dell’arte senza limiti, attingendo a suggestioni che spaziano tra epoche e generi differenti, dalla mitologia all’arte classica, dalle avanguardie storiche al Surrealismo, all’Arte Povera e alla Transavanguardia.
Questa mostra rappresenta la prima ampia retrospettiva dedicata a Biagio Caldarelli dopo la sua morte, offrendo l’opportunità di riscoprire il suo talento e la complessità della sua ricerca artistica.
