Una grande mostra dedicata al pittore bielorusso Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint Paul de Vence, 1985) è stata inaugurata a Vercelli. L’esposizione, curata da Paul Schneiter, è aperta al pubblico dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 presso l’ARCA – Polo Espositivo. La mostra presenta cinquanta opere che ripercorrono i temi più ricorrenti nella ricerca dell’artista, con l’obiettivo di restituire al pubblico il legame profondo che unisce la sua produzione artistica alle perdite e alle memorie personali che hanno segnato la sua esistenza.
Vitebsk: La Patria Interiore e la Memoria
Per comprendere appieno l’universo artistico di Chagall, è essenziale partire dalla sua città natale, Vitebsk. Questa località rimase per tutta la vita una sorta di “patria interiore” per l’artista. Chagall la lasciò, vi fece ritorno, per poi perderla definitivamente a causa degli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Questo trauma ha trasformato il suo rapporto con la terra d’origine in una condizione permanente di nostalgia. Da questa profonda frattura esistenziale ha avuto origine quella che viene descritta come una vera e propria “architettura portatile” della memoria. Elementi iconici come il villaggio russo, la casa, le figure degli innamorati, gli animali e le immagini sospese nello spazio non sono semplici soggetti, ma frammenti di un mondo interiore che continua a esistere e a essere preservato attraverso l’atto della pittura.
Opere Chiave e il Dialogo Artistico
Tra le cinquanta opere in mostra, alcune si distinguono per la loro bellezza e importanza, rappresentando momenti significativi della carriera di Chagall. Spiccano Villaggio Russo del 1929, il celebre Gli innamorati con l’asino blu, datato intorno al 1955, e Il gallo viola, realizzato tra il 1966 e il 1972. Queste opere offrono esempi delle combinazioni cromatiche e iconografiche più riconoscibili e distintive dell’artista. In un’esposizione costruita attorno al tema della memoria, l’autoritratto assume un ruolo centrale, ponendosi come rappresentazione tangibile e testimonianza della storia narrata. L’immagine di Chagall stesso diventa così un punto di passaggio tra la vicenda individuale e la storia collettiva, tra il racconto intimo e le grandi fratture del Novecento.
A questa narrazione principale si aggiunge una sezione specifica dedicata alle opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, curata da Daniele Fenaroli. Questa integrazione introduce nel percorso espositivo un secondo livello di lettura, caratterizzato da rimandi e assonanze tra artisti e mondi differenti. La mostra, pertanto, non si limita a costruire un itinerario puramente monografico, ma apre una serie di connessioni tra linguaggi, sensibilità e vicende artistiche diverse, arricchendo la prospettiva del visitatore.
L’ARCA: Un Contesto tra Storia e Modernità
Anche lo spazio espositivo merita attenzione. L’ARCA – Polo Espositivo si trova all’interno dell’antica chiesa medievale di San Marco a Vercelli, in Piazza San Marco. Questo luogo è stato trasformato per ospitare l’arte, inserendo una struttura contemporanea in vetro e acciaio nella navata centrale. L’intervento è stato concepito per non interrompere il dialogo con l’architettura storica preesistente. Le volte della chiesa rimangono visibili attraverso le superfici trasparenti della struttura moderna, e gli affreschi quattrocenteschi, elementi di grande valore storico-artistico, sono tornati alla luce grazie a un accurato lavoro di restauro. Questo contesto unico offre un’ambientazione suggestiva per le opere di Chagall, creando un’esperienza che unisce arte, storia e architettura.
