Il Long Museum West Bund di Shanghai ospita “Vessels of Other Worlds”, una mostra dedicata all’artista cinese Wallace Chan. L’esposizione, curata da James Putnam, celebra il settantesimo compleanno dell’artista e presenta opere che spaziano da sculture monumentali a raffinate creazioni di gioielleria.
Il Long Museum West Bund: Architettura e Collezione
Conosciuto anche come “Museo d’Arte del Drago”, il Long Museum West Bund è uno dei maggiori musei privati in Cina. Inaugurato nel 2014, sorge sulle rive del fiume Huangpu, in un’area che un tempo era un pontile per il trasporto del carbone. La sua fondazione si deve al miliardario Liu Yiqian e a sua moglie Wang Wei, con l’intento di accogliere la loro vasta collezione.
Liu Yiqian, un autodidatta ed ex tassista, ha costruito la sua fortuna negli anni ’80 attraverso investimenti nel mercato azionario, immobiliare e farmaceutico. È noto come un importante collezionista, celebre per l’acquisto del Nu couché di Amedeo Modigliani per 170,4 milioni di dollari. Nel 2023, parte della sua collezione è stata messa all’asta da Sotheby’s.
L’architettura del museo, progettata dallo studio Atelier Deshaus, si distingue per i suoi oltre 16.000 metri quadrati di spazio espositivo, il cemento a vista e le imponenti volte a ombrello. Questi volumi richiedono opere di grande formato che non vengano sovrastate dalla struttura.
“Vessels of Other Worlds”: Sculture Monumentali e Simbolismo
L’elemento centrale dell’esposizione “Vessels of Other Worlds” sono tre sculture monumentali, alte rispettivamente sette, otto e dieci metri, che occupano il cuore del museo. Queste opere si ispirano ai contenitori degli Olea Sancta della tradizione cristiana, ovvero l’Olio dei Catecumeni, l’Olio degli Infermi e il Sacro Crisma, che accompagnano l’individuo nelle diverse fasi della vita. Chan reinterpreta questi contenitori come “vascelli di altri mondi”, dando forma concreta al concetto del tempo che scorre.
Le sculture sono composte da oltre cinquemilacinquecento parti individuali in titanio. Avvicinandosi, le superfici cangianti rivelano dettagli come figure androgine, insetti, piccoli draghi e altre immagini minuziose, che arricchiscono la composizione con nuove interpretazioni.
La Maestria di Wallace Chan: Dal “Wallace Cut” ai Gioielli
Questi giganteschi contenitori possono essere visti anche come trasposizioni in grande formato del “Wallace Cut”, una tecnica rivoluzionaria di incisione tridimensionale su gemme inventata da Chan nel 1987. Questa tecnica, attraverso calcoli precisi, l’intaglio inverso e la rifrazione della luce, crea l’illusione ottica di un’immagine fluttuante che si riflette su più facce di una pietra preziosa, pur essendo incisa su una sola di esse.
Una sezione della mostra di Shanghai è interamente dedicata a questo aspetto della pratica artistica di Chan, mettendo in luce la sua abilità nella produzione orafa e nel trattamento delle gemme. Qui si possono ammirare farfalle tempestate di diamanti rosa e rubini, smeraldi incastonati in perle e miniature dettagliatissime su superfici preziose. Anche questi manufatti, seppur di dimensioni ridotte, sono concepiti come “vascelli di altri mondi”, contenitori di storie e universi autonomi.
Il percorso espositivo dimostra la capacità dell’artista di operare sia su scala monumentale che sulle superfici minute delle gemme. A tal proposito, Chan ha dichiarato:
Costruisco il monumentale a partire dal microscopico. Per me è così che prende forma l’universo: presenze immense emergono dall’invisibile e dal minuto. Le stelle nascono dalle particelle; montagne e fiumi si accumulano dalla polvere; la vita cresce dalle cellule. Anche le mie opere vengono lentamente costruite fino a diventare qualcosa di più grande di me stesso.
Parallelamente all’esposizione di Shanghai, è visitabile a Venezia il progetto site-specific “Wallace Chan: Mythos” presso la Scala Contarini del Bovolo, fino al 18 ottobre.
