Tutte le creature abitano il confine: il dialogo artistico tra Henri Beaufour e Chiara Calore a Venezia

scritto da Redazione
Installazione della mostra 'Tutte le creature abitano il confine' a Palazzetto Tito, con sculture e dipinti.

A Venezia, Palazzetto Tito ospita la mostra “Tutte le creature abitano il confine”, un’esposizione che mette in dialogo le opere dello scultore francese Henri Beaufour e della pittrice veneta Chiara Calore. Curata da Luca Berta e Francesca Giubilei per gli spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa, l’iniziativa indaga le convergenze iconografiche e formali tra i due artisti, focalizzandosi sui temi della caducità, del limite, della mortalità e della mutazione dell’identità.

Il progetto espositivo ha assunto una risonanza particolare a seguito della scomparsa di Henri Beaufour, avvenuta nel novembre del 2025, proprio mentre il percorso curatoriale muoveva i suoi primi passi. Questo evento ha confermato il nucleo teorico dell’esposizione, evidenziando come ogni dialogo, anche il più vivo, contenga la possibilità dell’interruzione, un concetto già presente nelle opere di entrambi gli artisti.

Il confronto tra scultura e pittura

Le opere di Henri Beaufour, scultore nato nel 1965 e scomparso nel 2025, sono il risultato di un’indagine anatomica e di un confronto diretto con la materia. Le sue sculture popolano lo spazio con figure come levrieri e lupi in bronzo, oltre a una moltitudine di teste modellate in terracotta dai colori vivaci. Questi lavori, che sembrano riemergere da un’impronta primordiale, testimoniano una ricerca profonda e colta.

A questo universo plastico risponde la pittura di Chiara Calore, nata nel 1994. La sua formazione, che include il restauro e l’iconografia digitale, si riflette in una produzione che alterna la monumentalità di grandi dipinti a un’intimità lirica e talvolta inquietante. Nelle sue tele, figure taurine e palchi di cervo si aggrovigliano in campiture cromatiche intense. Un esempio di questa intimità è l’opera “Il riposo”, un olio su tela del 2026 (80x130cm) che raffigura un volto femminile di profilo, con farfalle posate sulla guancia, mentre stringe al petto un piccolo volatile, in una tensione tra sonno, cura e trapasso.

Allestimento e simbologia

L’allestimento della mostra a Palazzetto Tito è concepito per sfruttare la solennità degli spazi veneziani senza sovraccaricarli. Il ritmo della visita è scandito da una continua alternanza tra elementi orizzontali e verticali. A terra, le teste modellate in terracotta e le sculture in gesso sembrano emergere direttamente dalle assi di legno del pavimento, invitando lo spettatore ad abbassare lo sguardo. Successivamente, l’attenzione è richiamata verso l’alto dalla monumentalità dei dipinti a parete e dalle figure mitologiche a grandezza naturale.

Un momento significativo dell’esposizione è lo “scambio di medium”, dove un autoritratto in ceramica realizzato da Chiara Calore si specchia in un dipinto su tavola di Henri Beaufour. Questo confronto visivo e materico rafforza il dialogo tra i due artisti, trasformando la drammatica scomparsa di Beaufour in un potente rilancio del pensiero plastico.

Il ruolo della Fondazione Bevilacqua La Masa

La mostra “Tutte le creature abitano il confine” riafferma la missione storica della Fondazione Bevilacqua La Masa nel sostenere la giovane ricerca artistica. Chiara Calore, in quanto ex borsista della Fondazione, rappresenta un esempio di questo impegno. Il confronto generazionale tra Beaufour e Calore, sebbene segnato da un evento luttuoso, diventa un’occasione per esplorare la continuità e la trasformazione dell’espressione artistica, mantenendo viva la presenza enigmatica delle sculture di Beaufour in dialogo con la pittura contemporanea di Calore.

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