The Place of Silence è una residenza artistica inaugurata nel 2023 in Umbria, all’interno di una villa risalente al 1850 situata in provincia di Perugia. Il progetto è stato ideato da Riccardo Freddo, esperto di arte contemporanea, mercato e strategia culturale, con l’obiettivo di offrire un ambiente che favorisca la calma e la lentezza nel processo creativo. La residenza è concepita per accogliere artisti, musicisti e altre figure creative, fornendo un contesto di quiete in un territorio che ha storicamente ispirato protagonisti dell’arte come Perugino, Alberto Burri, Alexander Calder e Beverly Pepper.
Un rifugio per la creatività: l’origine di The Place of Silence
L’idea di The Place of Silence è nata da un’esigenza specifica: creare le condizioni affinché gli artisti possano dedicarsi pienamente alla propria ricerca senza dover sacrificare la vita personale. Riccardo Freddo ha concepito la residenza per accogliere gli artisti nella loro interezza, permettendo loro di soggiornare in Umbria con familiari, compagni, figli o collaboratori. L’intento va oltre la semplice ospitalità, mirando a costruire un contesto dove il tempo, il paesaggio e il dialogo diventino parte integrante della ricerca artistica.
Un esempio concreto di questa visione è stato il progetto realizzato al termine della residenza dell’artista Ioana Maria Sisea, la cui mostra è stata curata da Freddo presso il Museo della Ceramica di Deruta. Questo approccio evidenzia come la residenza non sia un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che può portare l’artista a confrontarsi con il territorio e le sue istituzioni culturali. Riccardo Freddo ha curato diverse mostre in varie istituzioni, tra cui “Venti Trasversali” di Araminta Blue a Palazzo della Penna a Perugia, “L’anima del Legno” di Herbert Golser a Palazzo Roveresco a Urbino (in collaborazione con Luca Baroni), e la mostra di Teodora Axente nella chiesa di San Giorgio a Londra.
Il valore del silenzio e della lentezza nel processo artistico
La selezione degli artisti per The Place of Silence non si basa su uno stile o una generazione specifica, ma sulla ricerca di una “voce” autentica. Si cercano artisti che abbiano sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, mantenendo al contempo la capacità di porsi domande e di lasciarsi contaminare dal luogo. L’Umbria offre stimoli diversificati, dalla natura al paesaggio, dalla storia alla spiritualità, dall’architettura all’artigianato, con una tradizione artistica secolare.
La residenza è aperta a un’ampia gamma di figure, inclusi curatori, scrittori, musicisti e ricercatori, per favorire conversazioni interdisciplinari. Il silenzio, inteso come spazio di sospensione e non solo come assenza di rumore, è considerato un privilegio nel contesto contemporaneo. Permette di rallentare, osservare e lasciare che le idee maturino senza la pressione di una trasformazione immediata. La lentezza, a sua volta, non è sinonimo di immobilità, ma di attenzione nel fare le cose, un valore che l’Italia può ancora insegnare. L’obiettivo è che gli artisti vivano questa dimensione non da turisti, ma come parte temporanea del territorio, costruendo relazioni e idee che possano perdurare nel tempo.
L’Umbria come crocevia culturale e le prospettive future
La scelta dell’Umbria per The Place of Silence è motivata sia da ragioni personali di Riccardo Freddo sia dalla storia della regione. Tra gli Anni Sessanta e Settanta, l’Umbria è stata un centro di sperimentazione artistica internazionale, ospitando eventi come il Festival dei Due Mondi di Spoleto e accogliendo artisti come Joseph Beuys alla Rocca Paolina di Perugia e Alexander Calder a Spoleto. L’intento è riattivare questa vocazione internazionale attraverso una nuova generazione di artisti, sfruttando le caratteristiche del territorio come spazio, tempo, paesaggio e densità culturale.
Le collaborazioni con gallerie, curatori e istituzioni nascono da candidature dirette e segnalazioni all’interno della rete professionale di Freddo. È prevista la creazione di un Advisory Board internazionale per strutturare ulteriormente il processo di selezione e creare percorsi successivi alla residenza, con l’obiettivo che l’esperienza in Umbria possa generare relazioni a lungo termine con l’Italia, portando a mostre, acquisizioni e collaborazioni istituzionali.
Guardando al futuro, The Place of Silence aspira a essere riconosciuta come una piattaforma internazionale per la ricerca artistica contemporanea. Entro cinque anni, si prevede un possibile sviluppo di un secondo luogo, con un’affinità particolare per il Giappone. A lungo termine, l’obiettivo è creare una fondazione che raccolga la memoria e le opere degli artisti che hanno partecipato alla residenza, costruendo una collezione e un archivio. Questa fondazione avrà una vocazione pubblica, mirando ad avvicinare le nuove generazioni umbre all’arte contemporanea internazionale, facilitando incontri tra artisti da diverse parti del mondo e promuovendo la diplomazia culturale. L’intento finale è creare una comunità duratura che continui a esistere e a crescere anche dopo la partenza degli artisti, misurando il successo del progetto non solo dal numero di ospiti, ma da ciò che rimane nel tempo.
