THE BUS di Marina Abramović: un’installazione meditativa a Zurigo

scritto da Redazione
L'installazione 'THE BUS' di Marina Abramović, un vecchio scuolabus trasformato in spazio meditativo, parcheggiato a Zurigo.

Un vecchio scuolabus, trasformato in scultura mobile e spazio meditativo, è giunto a Zurigo come parte del progetto “THE BUS” di Marina Abramović. L’installazione, realizzata in collaborazione con il MAI (Marina Abramović Institute) e curata da Mirjam Varadinis, Curator-at-large del Kunsthaus Zürich e fondatrice della Mirjam Varadinis Art Agency, è parcheggiata dietro l’edificio principale dell’Università di Zurigo (UZH).

Il progetto ha iniziato il suo percorso attraverso la Svizzera all’inizio del 2026, debuttando a gennaio al World Economic Forum di Davos e facendo tappa al Basel Social Club durante la settimana di Art Basel, prima di approdare a Zurigo il 27 agosto 2026. Qui rimarrà fino al 27 settembre 2026, offrendo un’opportunità di riflessione nel cuore di un’area universitaria e ospedaliera.

L’esperienza di “THE BUS”: tempo e percezione

All’interno di “THE BUS”, i partecipanti vengono accompagnati ai sedili vintage da mediatori in camice bianco e si ritrovano al buio. L’ambiente è preparato per un’esperienza immersiva. La voce di Marina Abramović accoglie i presenti con l’affermazione: “This bus is not going anywhere”. Questa frase introduce il concetto centrale dell’installazione: per i successivi trenta minuti, il veicolo rimane fermo, mentre l’attenzione si sposta sulla percezione interiore di chi è a bordo. L’immobilità fisica del bus contrasta con il movimento della coscienza, invitando a un’esplorazione della propria presenza nel momento.

Questa pratica si inserisce nella ricerca decennale di Abramović sul rapporto tra tempo e presenza. Nelle sue performance di lunga durata, l’artista ha costantemente esplorato come silenzio, ripetizione, respiro e concentrazione possano diventare strumenti per spostare l’attenzione sul momento presente. “THE BUS” è una manifestazione di questa ricerca, che si è poi intrecciata con pratiche meditative e ripetitive, confluendo nell’Abramović Method. Questo metodo consiste in una serie di esercizi pensati per accrescere la consapevolezza del corpo, della mente e della propria presenza. L’installazione offre un’applicazione pratica di questi principi, invitando a una pausa riflessiva dalla frenesia quotidiana e a un’introspezione guidata.

Contesto zurighese e le radici del progetto

La presenza di “THE BUS” a Zurigo non è un evento isolato, ma il risultato di un dialogo artistico e curatoriale più ampio. Il progetto nasce da una precedente collaborazione tra Marina Abramović e Mirjam Varadinis, in occasione della grande mostra dedicata all’artista al Kunsthaus Zürich. Questa esposizione, tenutasi dal 25 ottobre 2024 al 16 febbraio 2025, fu anch’essa curata da Varadinis e includeva un’opera significativa: la Decompression Chamber. Quest’ultima era specificamente progettata per spezzare il flusso della visita museale, permettendo al pubblico di fermarsi, rallentare e “decomprire” mentalmente, in linea con i principi di consapevolezza promossi dall’artista.

A Zurigo, “THE BUS” si integra ulteriormente nel tessuto culturale e scientifico della città. È affiancato al lavoro dell’Art x Science Office dell’Università e a un programma di laboratori ed eventi aperti a tutti, dedicati a temi come consapevolezza, resilienza, scrittura creativa e benessere. Il legame tra arte e salute è un tema sempre più attuale, oggetto di studio da parte delle neuroscienze e della psicologia per i suoi effetti su stress e benessere. La scelta della sede, una zona che comprende l’ateneo, il Politecnico federale (ETH) e l’ospedale universitario, è significativa. È un luogo frequentato quotidianamente da studenti, docenti, ricercatori, personale sanitario e pazienti, dove salute e comportamento sono anche oggetto di studio. In questo contesto dinamico, il bus, con la sua porta aperta, si presenta come un invito silenzioso a entrare e concedersi un momento di pausa e introspezione.

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