Il progetto PLANETARIO, curato da Pietro Gaglianò, ha trasformato San Casciano in Val di Pesa, nel cuore del Chianti, in un punto di osservazione privilegiato da giugno a settembre 2026. L’iniziativa ha invitato a riflettere sullo spazio circostante, su sé stessi e sugli altri, attraverso una serie di interventi artistici che hanno coinvolto scultura, danza, musica e botanica. Il 13 settembre 2026 ha segnato l’atto conclusivo del progetto con la presentazione dell’opera “Astronomo (via dalla mia luce)” dello scultore Francesco Carone, ospitata alla Villa del Cigliano.
Il Chianti come osservatorio del presente
L’idea centrale di PLANETARIO è quella di un luogo dedicato all’osservazione e allo studio, focalizzato sul presente. L’arte contemporanea, in questa visione, offre una prospettiva critica per analizzare il nostro tempo, distaccandosi da una mera contemplazione o sfruttamento del territorio. Il paesaggio del Chianti, ricco di stratificazioni storiche e antropiche, non è stato considerato un semplice scenario, ma una parte attiva delle opere. Il progetto ha beneficiato del sostegno del sindaco di San Casciano in Val di Pesa, Roberto Ciappi, che ha facilitato il dialogo degli artisti con il patrimonio materiale e immateriale del luogo e con la comunità locale.
Diversi artisti hanno contribuito a questa indagine sul territorio. Concetta Modica ha realizzato un’opera dedicata alla liberazione di San Casciano dal nazifascismo, esposta nel museo civico locale, tra opere di Lorenzetti e Coppo di Marcovaldo. Silvia Cini ha lavorato in un parco con una storia geologica, botanica e antropica significativa, noto anche come luogo legato all'”Inventario della casa di campagna” di Piero Calamandrei. Claudia Caldarano ha proposto una performance di danza in una tenuta caratterizzata da segni contemporanei, in risonanza con l’opera monumentale di Franz Stähler. Virgilio Sieni ha presentato “Sonate Bach” all’interno delle mura di San Casciano. L’opera di Francesco Carone, “Astronomo (via dalla mia luce)”, ha illuminato un giardino all’italiana.
Interdisciplinarità e temi unificanti
La visione curatoriale di Pietro Gaglianò, che ha una formazione trasversale tra teatro sperimentale, danza, arti visive, pedagogia e azione sociale, ha favorito un approccio interdisciplinare. Nonostante la diversità dei linguaggi artistici, due temi principali hanno unificato il progetto: le costellazioni e l’invocazione per la pace. L’osservazione del cielo è stata intesa come uno specchio di una geometria terrena, con le opere che suggeriscono corrispondenze con l’ambiente circostante. Questo riferimento astronomico è esplicito nei lavori di Modica e Carone.
Il secondo tema, la pace, emerge come conseguenza di questa consapevolezza sull’equilibrio delle cose. Ad esempio, il lavoro di Silvia Cini sulle piante “estranee” è stato interpretato come un manifesto politico contro la propaganda xenofoba, mentre le performance di Claudia Caldarano e Virgilio Sieni hanno affrontato l’insensatezza della guerra e la resistenza alle ingiustizie. L’immagine grafica del progetto, creata da Luchadora, ha sintetizzato queste diverse visioni.
L’atto conclusivo: “Astronomo (via dalla mia luce)”
L’opera di Francesco Carone, “Astronomo (via dalla mia luce)”, ha rappresentato l’atto conclusivo del calendario di PLANETARIO. Presentata alla Villa del Cigliano il 13 settembre 2026, l’installazione è stata concepita non come una forma compiuta, ma come un’apertura e una domanda enigmatica. Le due sculture allestite creano un effetto di contrazione ed espansione, connettendo ambiti culturali diversi. La presentazione è stata preceduta da una breve processione notturna, che rievoca la tradizione fiorentina della rificolona, legata ai rapporti tra città e contado. Le lanterne e gli elementi delle opere, tutti volti al nero, alludono alla “nigredo”, una condizione originaria del processo alchemico che segna l’inizio di un percorso di svelamento. Sebbene concluda la stagione estiva e il calendario degli eventi, l’opera di Carone intende segnare un inizio, una promessa per futuri progetti e una presenza duratura dell’arte nel territorio del Chianti.
