
Sfascismo
Trattativa riservata
Nuda Veritas si impone come una delle opere più emblematiche e taglienti del terzo periodo produttivo di Giorgio De Cesario, quello che l’artista stesso definisce “sfascismo”: una fase di lucida disillusione, in cui la critica sociale diventa frontale e spogliata di ogni compiacimento estetico superfluo. Al centro della composizione campeggia una figura femminile nuda, fragile eppure consapevole, realizzata con il linguaggio ormai iconico dell’artista: il volto in rilievo in argilla, che emerge dalla tela come una presenza viva, e il dettaglio degli orecchini pendenti, segno distintivo della poetica di De Cesario. Il volto, dagli occhi chiusi e dal sorriso accennato, sembra oscillare tra rassegnazione e serena accettazione della nuda verità. La nudità della donna è metafora diretta di una Italia spogliata, privata della sua forza atavica, dei valori tradizionali e della tensione patriottica di un tempo. Non è una nudità erotica, ma esistenziale e politica: l’immagine di una nazione che ha perso le proprie certezze, esposta e vulnerabile davanti allo sguardo del mondo. In alto, quasi con crudele ironia, il tricolore italiano non sventola più fiero: è ridotto a tre mutande stese ad asciugare. Il verde, il bianco e il rosso sopravvivono solo come residui domestici, quotidiani, svuotati della loro solennità simbolica. Questa scelta iconografica è potente e amara: i colori della bandiera, un tempo emblema di identità e unità, sono ora confinati a un gesto banale, intimo, quasi imbarazzante. È il ritratto di una nazione che ha smarrito il senso del proprio stare insieme. Eppure, De Cesario non abbandona lo spettatore al puro pessimismo. Il dominante cielo azzurro introduce un messaggio di segno opposto. L’azzurro, colore storicamente legato all’Italia ma anche simbolo universale di apertura, respiro e possibilità, avvolge la figura e lo spazio circostante con una calma quasi salvifica. È uno sfondo che non giudica, ma accoglie; che suggerisce una via di uscita, una speranza silenziosa. Nonostante lo sfacelo, qualcosa resta intatto: la capacità di guardare in alto, di immaginare una rinascita. Nuda Veritas è dunque un’opera di forte impatto emotivo e concettuale, in cui Giorgio De Cesario riesce a fondere materia, simbolo e critica sociale con estrema coerenza. Un grido muto, ma chiarissimo, che denuncia la crisi identitaria dell’Italia contemporanea e, allo stesso tempo, affida al cielo azzurro — e allo sguardo dello spettatore — la possibilità di un nuovo inizio.