Opera: Mass Media War
Descrizione

L’opera raccontata

Mass Media War di Giorgio De Cesario, opera riconducibile al periodo dello sfascismo, si impone come una potente denuncia visiva del terrorismo mediatico e delle forme di violenza invisibile esercitate dai poteri occulti sull’umanità contemporanea. La composizione è attraversata da un cielo agitato, solcato da missili e ordigni di guerra che non avanzano solo nello spazio fisico, ma sembrano percorrere un cosmo simbolico, quello dell’informazione manipolata. Accanto alle armi volano brandelli di giornale, frammenti di notizie che, come proiettili, colpiscono le coscienze: la guerra non è solo militare, ma comunicativa, psicologica, pervasiva. Al centro dell’opera, l’umanità è messa in croce su un traliccio, una struttura fredda e industriale che sostituisce la croce tradizionale e introduce una nuova, inquietante idea di crocifissione: non più solo religiosa, ma tecnologica e mediatica. Questo supporto rimanda alle infrastrutture della comunicazione di massa, trasformate in strumenti di condanna e controllo. Il corpo crocifisso non urla; il suo sguardo è rivolto verso il prato fiorito sottostante, un campo vivo e pulsante di colore. In questo gesto silenzioso si coglie un tentativo di fuga, una ricerca di conforto nella natura, ultimo baluardo di autenticità e verità. Ed è proprio qui che, come spesso accade nelle opere di De Cesario, affiora un messaggio di speranza. Nonostante il cielo carico di minacce e la violenza simbolica della scena, la terra resta fertile, attraversata da fiori e colori vitali. La materia pittorica si fa densa e vibrante, dialogando con la presenza del volto in argilla in rilievo, elemento distintivo della poetica dell’artista. Questo volto emerge dalla tela come una ferita e insieme come una testimonianza: materia fragile, umana, che resiste all’omologazione dell’immagine mediatica. Mass Media War è così un’opera di accusa ma anche di resistenza, in cui la critica radicale allo sfascio del presente convive con la possibilità, mai del tutto negata, di una rinascita