Genesi Aurea: L'Istante del Big Bang
Descrizione

L’opera raccontata

Quest’opera nasce come un’esplosione, non violenta ma inevitabile. Un punto interno che non poteva più restare chiuso, che ha iniziato a spingere verso l’esterno fino a deformare tutto ciò che lo circondava. Ho lavorato su questa tela come se stessi seguendo un impulso, lasciando che il gesto precedesse il pensiero, che la materia parlasse prima delle parole. Il centro è un nucleo instabile, quasi un cuore che pulsa, costruito strato dopo strato con acrilico, gesso, carta e colla, fino a diventare denso, irregolare, vivo. I colori si rincorrono e si scontrano: il rosso come ferita e forza, il blu come memoria profonda, il giallo come residuo di luce, il nero come peso. Attorno, l’oro in polvere e in foglia non è decorazione, ma cicatrice: frammenti preziosi che emergono dal caos, come a dire che anche ciò che si rompe può brillare. La bomboletta spray interviene come un respiro improvviso, un gesto rapido che rompe l’equilibrio e lo ricrea subito dopo. Nulla è controllato fino in fondo, perché questa opera parla di perdita di controllo, di trasformazione, di un’identità che si disgrega per potersi ricomporre in un’altra forma. “Nucleo in frantumi” è il racconto di un’esplosione interiore che non distrugge, ma genera. Un momento sospeso tra caos e rinascita, dove la materia diventa emozione e l’emozione lascia tracce fisiche, visibili, impossibili da cancellare. Un piccolo formato, 20 x 20 cm, che contiene una forza concentrata, come se tutto fosse avvenuto in un solo istante, ma continuasse ancora a vibrare.