Marvel Tōkon: Fighting Souls, il picchiaduro che trasforma i supereroi in anime 3D

scritto da Redazione
Immagine di gioco di Marvel Tōkon: Fighting Souls con personaggi Marvel in stile anime

Il videogioco “Marvel Tōkon: Fighting Souls”, sviluppato da Arc System Works e Sony Interactive Entertainment, porta i supereroi Marvel in un formato di picchiaduro interattivo, disponibile per PlayStation 5 e PC. L’opera si distingue per la sua estetica visiva, che emula l’animazione giapponese pur essendo realizzata con modelli 3D, creando un’esperienza che fonde l’universo dei fumetti americani con lo stile visivo degli anime.

L’estetica anime nei videogiochi 3D

Arc System Works ha applicato a “Marvel Tōkon” una tecnica visiva che rende i suoi picchiaduro “anime da giocare”. L’Art Director Kenta Kurosaka ha dichiarato che la sfida principale era integrare l’essenza dei fumetti americani, dedicando molto tempo alla definizione dei design definitivi dei personaggi. Nonostante l’aspetto bidimensionale che caratterizza il gioco, i personaggi e gli ambienti sono costruiti con modelli 3D, una metodologia già impiegata con successo in titoli precedenti dello studio, come “Guilty Gear Strive” del 2021.

Il Senior Art Director Hidehiko Sakamura ha spiegato che l’attenzione è rivolta a un risultato visivo che richiami il più possibile lo stile 2D disegnato a mano. Invece di limitarsi a mostrare semplici modelli 3D, il metodo di disegno dei personaggi richiama l’animazione tradizionale. L’obiettivo è creare silhouette dinamiche e animazioni che, nel tempismo e nella tensione delle azioni, riflettano lo stile tipico degli anime. Questa ricerca di un’estetica da cartone animato in un ambiente 3D ha radici in decenni di sviluppo videoludico, con esempi che risalgono almeno a “Jet Set Radio” di Sega, pubblicato nel 2000, segnando l’apice di una lunga evoluzione tecnologica e artistica.

Dalla narrazione a fumetti al gameplay dinamico

La modalità storia di “Marvel Tōkon: Fighting Souls” è articolata in cinque episodi, tutti scritti da Kieron Gillen. Le sequenze narrative sono presentate attraverso tavole a fumetti animate, offrendo una transizione fluida tra la narrazione e l’azione di gioco. Per la realizzazione artistica, ogni episodio è stato affidato a un diverso autore o team, garantendo una varietà stilistica. Tra i contributori figurano il mangaka Hiro Mashima, noto per opere come “Fairy Tail”, e la disegnatrice italiana Emanuela Lupacchino, conosciuta per il suo lavoro su “L’Insonne”, affiancata da David Curiel ai colori. Questa collaborazione internazionale evidenzia l’intento di fondere diverse sensibilità artistiche.

Il gameplay è stato progettato per tradurre i poteri distintivi dei supereroi e supercattivi Marvel in meccaniche di gioco specifiche e riconoscibili. Ogni personaggio possiede un set di mosse unico che riflette fedelmente le sue abilità e caratteristiche nelle serie Marvel. Ad esempio, Capitan America utilizza il suo scudo non solo per difesa ma anche come arma da lancio che rimbalza nell’ambientazione; Spider-Man impiega le ragnatele per spostarsi agilmente e attaccare; e Deadpool, fedele al suo carattere, esegue mosse che rompono la quarta parete, includendo citazioni ad altri picchiaduro. Questa attenzione ai dettagli assicura che ogni combattente si distingua per il proprio stile.

Il producer Takeshi Yamanaka ha evidenziato la supervisione costante di Sony e Marvel su ogni aspetto del gioco, fin dalle prime fasi di progettazione. Questa collaborazione ha permesso di assicurare che il passaggio dal fumetto all’anime e poi al codice videoludico mantenesse la coerenza con l’universo Marvel, pur adattandosi alle esigenze di un picchiaduro. L’obiettivo finale era creare un’opera in cui il comics si trasforma in anime, e l’anime diventa codice, offrendo un’esperienza autentica e innovativa per i fan.

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