È scomparso il 13 agosto 2026 Lorenzo Quilici, archeologo e studioso riconosciuto come uno dei principali protagonisti della topografia antica italiana. La sua attività scientifica ha ridefinito la disciplina, trasformandola da mera ricostruzione cartografica in uno strumento per comprendere le interazioni tra le società antiche e il loro ambiente.
Quilici ha dedicato gran parte della sua carriera alla ricerca archeologica in Italia. Ha operato inizialmente presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e successivamente all’Università di Bologna, dove ha ricoperto la cattedra di Topografia dell’Italia antica. Nel 2020, il suo contributo è stato riconosciuto con la nomina a Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Un approccio innovativo allo studio del territorio
Il fulcro delle indagini di Lorenzo Quilici era la relazione tra gli insediamenti umani e lo spazio circostante in cui si sviluppavano. Ha posto particolare attenzione alla viabilità antica e alle trasformazioni subite dai paesaggi nel corso del tempo. Il suo metodo superava la tradizionale focalizzazione sul singolo monumento, adottando una prospettiva più ampia: una strada antica, per esempio, non era solo un percorso, ma un elemento chiave per ricostruire un intero sistema territoriale. Allo stesso modo, la posizione di un insediamento forniva indizi fondamentali per decifrare i rapporti con le aree circostanti.
Attraverso questo approccio, la topografia è diventata per Quilici uno strumento essenziale per ricomporre una storia che spesso non è concentrata in un unico sito archeologico, ma è diffusa e leggibile nelle tracce lasciate nel paesaggio. Tra i suoi principali ambiti di ricerca si annoverano lo studio approfondito della viabilità romana e delle città antiche. Ha realizzato numerosi lavori dedicati alle strade consolari, tra cui spiccano la Via Appia, la Via Salaria e la Via Ostiense, analizzando anche le infrastrutture che accompagnavano questi percorsi. Il suo interesse si è poi esteso alla morfologia degli insediamenti e alle dinamiche di trasformazione dei territori nel corso dei secoli.
L’eredità scientifica e didattica
Nel 1992, Lorenzo Quilici ha fondato l’Atlante tematico di Topografia antica, una rivista scientifica che è diventata un punto di riferimento nel settore. La pubblicazione ospita studi sulla città e il territorio nell’antichità, con contributi sulla viabilità romana, la struttura degli insediamenti e la lettura archeologica del paesaggio. Questo strumento ha consolidato e diffuso il suo metodo di ricerca, rendendolo accessibile a una vasta comunità scientifica.
Oltre alla sua intensa attività di ricerca, Quilici ha svolto un ruolo significativo nella formazione di nuove generazioni di archeologi. La sua opera didattica è testimoniata anche dalla co-autoria, con Stefania Quilici Gigli, del testo “Introduzione alla topografia antica”, un volume che è diventato un riferimento fondamentale per lo studio della disciplina. Le sue ricerche hanno toccato numerosi contesti dell’Italia antica, con un focus particolare su Crotone, dove si è occupato dell’antica Kroton e delle dinamiche insediative della città.
La notizia della sua scomparsa giunge al termine di una lunga e prolifica attività scientifica che ha segnato decenni di archeologia italiana. Il contributo di Lorenzo Quilici alla topografia antica non si misura solo nella quantità delle sue pubblicazioni o nell’avvio di progetti, ma soprattutto nella diffusione di un metodo di ricerca che ha riportato il territorio al centro dell’indagine archeologica, lasciando un’impronta duratura nel campo.
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa, definendo Quilici “insigne archeologo e maestro della topografia antica” e “studioso rigoroso e appassionato”. Ha inoltre rivolto le sue condoglianze a Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo, alla famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.
