L’esposizione “Italy at Frieze: The Golden Trace” si tiene a Seoul, presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Hannam-dong, durante i giorni di Frieze Seoul 2026. Il progetto, che si protrae fino al 5 settembre, è una collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia a Seoul e l’Istituto Italiano di Cultura, con Bulgari come lead sponsor. Curata da Valentina Buzzi, l’iniziativa vede la partecipazione delle gallerie italiane Mazzoleni e MASSIMODECARLO. Questa è la terza edizione di “Italy at Frieze”, una piattaforma ideata per favorire la connessione tra la ricerca artistica italiana e il panorama culturale sudcoreano.
Il fulcro di questa edizione è il dialogo tra due artisti: Andrea Francolino, italiano, e Yeesookyung, coreana. Il loro scambio artistico si concentra sul concetto della crepa, intesa non come difetto da celare, ma come elemento da risanare e impreziosire con l’oro. Questo tema è rafforzato dal termine coreano “Geum”, che racchiude il duplice significato di “oro” e “crepa”, evidenziando la base concettuale dell’esposizione.
Il dialogo artistico tra Italia e Corea
Andrea Francolino, nato a Bari nel 1979 e attivo a Milano, ha sviluppato una ricerca incentrata sul rapporto tra l’essere umano, la natura, il tempo e la trasformazione. La sua pratica ha portato alla formulazione del concetto di “econcrethic”, un termine che unisce ecologia, cemento ed etica. Per l’esposizione a Seoul, Francolino presenta opere create utilizzando calchi in cemento del pavimento del suo studio e intonaci architettonici. Queste superfici vengono intenzionalmente fratturate e successivamente arricchite con terra, lapislazzuli e foglia d’oro a 24 carati. La frattura, in questo contesto, non è intesa come un segno di rottura definitiva, ma come una traccia che indica l’inizio di un nuovo processo o di una nuova forma. Un esempio di questa metodologia è l’opera Vaso Infinito (2025), dove frammenti di terracotta precedentemente rotti vengono impiegati per definire la struttura di nuovi vasi, permettendo così alla forma di rigenerarsi da ciò che era stato distrutto. Un’altra opera presente è M² blu (2024), realizzata con cemento, legno e lapislazzuli.
Yeesookyung, nata a Seoul nel 1963, affronta il tema del frammento partendo da una diversa origine: i pezzi di ceramiche tradizionali coreane scartati dai maestri. Nella sua serie nota come Translated Vase, l’artista ricompone questi frammenti in sculture che assumono forme biomorfe e barocche. Le giunture tra i vari pezzi non vengono nascoste, ma evidenziate attraverso l’applicazione di foglia d’oro a 24 carati. L’intento dell’artista non è quello di riportare i manufatti alla loro condizione originale, bensì di integrare le fratture come elementi costitutivi della nuova forma. Questo approccio sottolinea come la rottura possa essere un punto di partenza per una nuova creazione, piuttosto che una fine. Un esempio è Translated Vase_2022 TVSHW 1.
Il ruolo di Bulgari e delle gallerie italiane
Bulgari, la maison fondata a Roma nel 1884, partecipa al progetto non solo come lead sponsor ma anche come partner concettuale. Il suo coinvolgimento si inserisce in un dialogo che richiama la tradizione orafa romana del marchio e i temi legati alla lavorazione artigianale, al patrimonio culturale e alla trasformazione della materia. La presenza di Bulgari rafforza il legame tra l’arte contemporanea e l’eccellenza artigianale italiana.
A completare la struttura del progetto sono le gallerie italiane Mazzoleni e MASSIMODECARLO. La loro partecipazione affianca quella delle istituzioni, portando a Seoul anche la prospettiva del sistema galleristico italiano. L’intero progetto è concepito come un’occasione di confronto e scambio culturale tra l’Italia e la Corea del Sud, offrendo una piattaforma per esplorare le convergenze e le specificità delle rispettive ricerche artistiche.
Valentina Buzzi, curatrice italo-francese che opera tra Parigi e Seoul, ha una consolidata esperienza nell’arte contemporanea, nella diplomazia culturale e nel patrimonio transnazionale. Per “The Golden Trace”, ha scelto di creare un dialogo essenziale che mette in relazione due artisti, due tradizioni culturali e un materiale prezioso comune, l’oro, attraverso il quale la frattura viene non solo accettata ma resa visibile e valorizzata.
