L’undicesima edizione di Ibrida, il Festival Internazionale delle Arti Intermediali, si terrà a Forlì dal 17 al 20 settembre 2026. Curato da Vertov Project, il festival si concentra sul tema dell’iperrealtà, “Hyper Reality”, proponendo un programma che esplora le nuove frontiere tecnologiche ed espressive della ricerca artistica contemporanea. Gli eventi principali avranno luogo presso la Fabbrica delle Candele e l’ex Asilo Santarelli, due spazi che accoglieranno le diverse espressioni artistiche.
Il Festival Ibrida: Tra Videoarte e Performance Live
Il cuore del programma di Ibrida Festival è rappresentato da una rassegna di videoarte internazionale, che include un concorso dedicato a opere innovative. A questa si affiancano diverse performance dal vivo, pensate per coinvolgere il pubblico in esperienze multisensoriali. Tra le proposte più attese, il collettivo Motus presenterà “Daemon”, un lavoro che funge da preludio drammaturgico al loro progetto cinematografico ispirato a “Frankenstein”. Un’altra performance di rilievo è “Disease”, creata da Francesco Misceo e Raoul Battilani, che prevede un’interazione in tempo reale tra danza, grafica generativa, suono e luce, offrendo una fusione di linguaggi artistici. Chiara Martina Halter e Oliver Walton esploreranno le potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa in “Metanoia”, un’opera che unisce la danza dal vivo con algoritmi avanzati.
Il festival non si limita alle performance, ma offre anche un percorso attraverso installazioni immersive. Artisti come Maria Judova, Bart Hess, Sedrig Verwoert, Cristian Rizzuti e Julián Álvarez presenteranno opere che mirano a coinvolgere lo spettatore in ambienti alterati e interattivi. Il live cinema sarà presente con un video di Gregory Robin, la cui proiezione sarà accompagnata da una colonna sonora eseguita dal vivo da Franck Vigroux, creando un dialogo tra immagine e suono. L’aspetto formativo è curato attraverso workshop specifici: Igor Imhoff condurrà un laboratorio sull’arte interattiva, mentre Mateusz Miroslaw guiderà i partecipanti nella creazione video con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Il programma è completato da talk e incontri dedicati all’approfondimento dei temi legati all’iperrealtà e alle nuove tecnologie nell’arte.
“Interference”: La Mostra alla Fondazione Dino Zoli
A partire dal 1 settembre e fino all’11 ottobre 2026, la Fondazione Dino Zoli di Forlì ospiterà la mostra “Interference. The image is never just an image”. Questa esposizione collettiva internazionale si configura come un evento significativo, che integra videoarte, installazioni interattive, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, mixed reality e sperimentazione audiovisiva. La mostra intende esplorare il concetto di “interferenza” non come disturbo, ma come catalizzatore di nuove possibilità generative, capaci di creare connessioni inaspettate tra diversi linguaggi espressivi, tecnologie e immaginari culturali.
Le opere in mostra sono state realizzate da dodici artiste di fama internazionale: Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, biarritzzz e Özge Samancı. Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni tematiche: “Ambienti instabili”, “Corpi come interfaccia”, “Ecologie espanse” e “Trasmissioni”, ognuna delle quali approfondisce specifiche declinazioni del tema centrale.
Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, direttori artistici del Festival, hanno spiegato che la selezione di dodici artiste non è stata guidata da un criterio puramente identitario, ma dalla volontà di mettere in luce la forza delle ricerche artistiche femminili che operano ai massimi livelli internazionali. Hanno sottolineato come queste professioniste siano attive nell’utilizzo di tecnologie avanzate, nella direzione di gruppi interdisciplinari e nella collaborazione con ricercatori, programmatori e istituzioni scientifiche, costruendo percorsi professionali autonomi e autorevoli. La mostra si propone anche come un’azione di “interferenza” all’interno del sistema dell’arte stesso, con l’obiettivo di garantire che il contributo delle donne alla sperimentazione tecnologica riceva un riconoscimento proporzionato alla sua importanza. Le artiste presenti dimostrano un ruolo centrale nell’invenzione e nello sviluppo dei linguaggi dell’arte digitale contemporanea.
