La Collezione Casamonti inaugura la sua nuova sede a Palazzo San Giorgio, situato sul Lungarno Serristori a Firenze, con l’apertura al pubblico prevista per il 28 settembre 2026. Questo trasferimento segna una trasformazione per la raccolta d’arte, che dopo l’esperienza iniziata nel 2018 a Palazzo Bartolini Salimbeni, si presenta ora in una nuova veste e con una prospettiva rinnovata.
L’intervento di restauro e rifunzionalizzazione di Palazzo San Giorgio è stato curato dallo studio Archea Associati. La nuova configurazione espositiva si sviluppa su due livelli e occupa 28 sale, proponendo un itinerario che mette in relazione circa 250 opere. Il percorso attraversa oltre un secolo di storia dell’arte, dall’Ottocento alle ricerche più recenti, con l’obiettivo di leggere l’evoluzione dei linguaggi artistici senza confini rigidi.
Un Percorso Espositivo Esteso e Dinamico
Il nuovo allestimento della Collezione Casamonti, diretta da Jonathan Paonetti, offre un racconto unitario che spazia dalla pittura italiana tra il XIX e il XX secolo, includendo movimenti come il Futurismo e la Metafisica, fino ad attraversare il Cubismo e l’astrazione. Prosegue poi con le molteplici traiettorie dell’arte del secondo dopoguerra, tra cui l’Informale, lo Spazialismo, l’Arte Povera, il Nouveau Réalisme, la Pop Art, la Graffiti Art, la Transavanguardia, la Video Art e la Performance.
Le opere italiane dialogano con quelle internazionali, e le avanguardie si confrontano con le esperienze del secondo Novecento. Figure consolidate sono accostate ad artisti e pratiche che hanno contribuito a ridefinire il concetto stesso di opera d’arte. Questa costellazione è definita da Bruno Corà, storico dell’arte e presidente della Fondazione Burri, come una “collezione dinamica”, un organismo espositivo destinato a modificarsi. Il percorso è infatti suscettibile a sostituzioni, integrazioni e nuovi accostamenti, rendendo le differenze di epoca, tecnica e poetica parte integrante dell’esperienza espositiva.
La Storia di un Collezionismo Personale
Dietro la Collezione Casamonti vi è la storia personale di Roberto Casamonti, fondatore di Tornabuoni Arte, il cui percorso nel mondo delle gallerie e la rete di relazioni con artisti, critici, collezionisti e istituzioni internazionali hanno dato vita a questa raccolta. La vicenda collezionistica è iniziata oltre cinquant’anni fa, plasmando uno sguardo individuale attraverso acquisti, incontri e una curiosità rivolta sia ai grandi maestri del Novecento che alle generazioni successive. Questo approccio distingue la Collezione Casamonti da un museo concepito attorno a un programma predefinito, ponendo il collezionismo come punto di partenza, fatto di scelte, passioni e intuizioni.
Il nuovo allestimento mira a rendere visibile questa stratificazione, evidenziando non solo nomi e movimenti, ma anche le connessioni più sottili tra opere di provenienza e periodo diversi.
Un Nuovo Polo Culturale per Firenze
La scelta di collocare la Collezione Casamonti sul Lungarno Serristori rafforza la sua presenza nel tessuto culturale di Firenze. Questa posizione, a pochi metri da Ponte Vecchio, rappresenta un punto di incontro tra la Firenze monumentale e quella della ricerca contemporanea. Dopo decenni in cui la città è stata prevalentemente associata all’eredità del Rinascimento, la presenza stabile di una raccolta privata dedicata all’arte moderna e contemporanea contribuisce a spostare il baricentro culturale.
L’ambizione dichiarata per Palazzo San Giorgio è quella di diventare un luogo di incontro, approfondimento e formazione. Verranno proposte attività di mediazione, programmi educativi e occasioni di confronto rivolte a pubblici differenti, consolidando il ruolo della Collezione Casamonti come un nuovo centro culturale per la città.
