Cecilia Vicuña al Castello di Rivoli: L’Arte Precario e il Ghiacciaio Scomparso

scritto da Redazione
Installazione El glaciar ido di Cecilia Vicuña al Castello di Rivoli

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ospita la prima mostra personale in un museo italiano di Cecilia Vicuña, artista nata a Santiago del Cile nel 1948. L’esposizione, intitolata El glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso), curata da Marcella Beccaria, è aperta dal 29 aprile al 20 settembre 2026. L’arte di Vicuña si distingue per un approccio rituale e performativo che si manifesta in diverse forme espressive, tra cui poesia, pittura, scultura tessile e pratiche relazionali.

L’artista, riconosciuta con il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2022, è impegnata nella denuncia della distruzione ambientale causata dall’attività umana e nella salvaguardia della bellezza degli ecosistemi naturali. Il suo pensiero ecologico affonda le radici nei movimenti degli anni Sessanta ed è tornato a guadagnare attenzione in contesti internazionali. Vicuña ha anche denunciato le violenze della dittatura di Pinochet in Cile, subendo la censura e vivendo in esilio per anni.

Il Quipu e l’Arte Precario

Al centro della pratica artistica di Cecilia Vicuña si trova il quipu, un sistema di corde e nodi impiegato dalle popolazioni andine fin dal 2500 a.C. per archiviare informazioni e comunicare. Questo sistema di conoscenza, proibito dai conquistadores spagnoli, è sopravvissuto in comunità isolate. Vicuña lo reinterpreta in forma scultorea e lo include nella categoria di “arte precario”, una definizione che l’artista attribuisce ai suoi lavori più rituali e performativi.

Questi lavori sono assemblage effimeri realizzati con detriti e materiali trovati sul posto, creando composizioni precarie. Il termine “precario” si riferisce sia alla fragilità e all’istantaneità di queste opere, sia al concetto di “preghiera” che è alla radice etimologica del vocabine. Attraverso questi atti di cura e riparazione, l’artista mira a ristabilire la connessione tra l’essere umano e la natura, utilizzando il gesto rituale, l’espressione vocale e la connessione tra individui. Il suo lavoro si propone di custodire i saperi di culture in estinzione e di recuperare linguaggi perduti.

“El glaciar ido”: Memoria Geologica e Crisi Climatica

L’installazione ambientale principale, El glaciar ido, è collocata nella Manica Lunga del Castello di Rivoli. Il titolo fa riferimento alla storia geologica della collina di Rivoli e del territorio circostante, modellato dalla formazione e successiva regressione dei grandi ghiacciai durante il Pleistocene. Allo stesso tempo, l’opera funge da monito e lamento per l’attuale scioglimento dei ghiacciai, un fenomeno particolarmente evidente sulle Alpi piemontesi a causa del cambiamento climatico.

Vicuña ha ricreato l’idea di un ghiacciaio in movimento che si assottiglia lentamente, lasciando fluire acqua e detriti. Ha rappresentato questo processo in modo analogico, utilizzando masse di lana grezza poggiate su una struttura di bambù e lasciate pendere verso il basso. Questa installazione incorpora diversi aspetti distintivi dell’arte di Vicuña: il coinvolgimento di manifatture locali, come la produzione di lana nel Biellese; il richiamo alla struttura del quipu; l’evocazione di questioni politiche, inclusa quella dei desaparecidos in Cile; e un linguaggio poetico che accompagna il visitatore lungo le pareti della Manica.

Il ruolo cruciale dei ghiacciai come riserva idrica è ulteriormente esplorato nei video realizzati tra il 2015 e il 2024, che concludono il percorso espositivo. In queste opere, l’acqua emerge come elemento centrale della poetica di Vicuña, simbolo di fluidità, portatrice di vita e analogia con il sangue. L’artista affida i suoi quipu di lana all’acqua di torrenti, fiumi e mari, cercando di riannodare la relazione tra l’essere umano e l’ambiente.

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