Casa Esagono a Baratti: Le Residenze d’Artista Rianimano l’Architettura di Vittorio Giorgini

scritto da Redazione
La Casa Esagono di Vittorio Giorgini a Baratti, immersa nel paesaggio costiero, durante una residenza d'artista.

Nel paesaggio costiero del Golfo di Piombino, tra la posidonia e le orecchie di venere, sorge la Casa Esagono, un’architettura progettata tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta da Vittorio Giorgini (1926-2010). Questo edificio, oggi archivio e spazio di ricerca, è stato valorizzato dall’associazione B.A.Co. – Baratti Architettura e arte Contemporanea Archivio Vittorio Giorgini, sotto la direzione di Marco Del Francia. Dopo un restauro completato nel 2024, la Casa Esagono è entrata in una nuova fase, che mira a riattivarne la funzione attraverso la ricerca contemporanea, in particolare tramite le residenze d’artista.

In questo contesto si inserisce la residenza di tre mesi della curatrice Arianna Tremolanti (Roma, 1994) e delle artiste Carolina Cappelli (Firenze, 1995) e Rio Li Cui (Cina, 1992). Questa iniziativa fa parte di SUPERTOSCANA, un programma promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Il primo ciclo del progetto ha coinvolto giovani artisti e curatori in diverse realtà toscane, invitandoli a sviluppare la propria ricerca a partire dal territorio. Gli esiti di queste residenze saranno presentati al Centro Pecci di Prato a partire dall’8 ottobre 2026.

L’Architettura Sperimentale di Vittorio Giorgini

La Casa Esagono è il risultato della ricerca di Giorgini sulle forme naturali, sulle strutture modulari e sulla capacità dell’architettura di relazionarsi con l’ambiente senza imporsi. Sollevata dal terreno e costruita con moduli esagonali, la casa fu originariamente un luogo di incontro per artisti e intellettuali, confermando fin dalle sue origini una vocazione sperimentale. Marco Del Francia, direttore di B.A.Co., ha iniziato a occuparsi dell’opera di Giorgini all’inizio degli Anni Duemila, dedicandogli la propria tesi di laurea. Da allora, il suo lavoro sull’archivio e sulla casa è diventato un percorso di valorizzazione continuo e attivo.

Una residenza, più che per forza dover far produrre qualcosa, deve offrire la possibilità di entrare in contatto con il luogo in cui si è ospitati, riuscendo a filtrarlo attraverso la propria visione.

Questa affermazione di Del Francia coincide con la natura di Casa Esagono: permettere all’architettura di generare nuove esperienze. Dopo le prime residenze sperimentali, B.A.Co. ha scelto di trasformare la casa in una struttura permanente per ospitare artisti, studiosi e ricercatori, invitandoli ad abitarla, interrogarla e trasformarla.

Le Residenze d’Artista e il Programma SUPERTOSCANA

Arianna Tremolanti, Carolina Cappelli e Rio Li Cui hanno soggiornato a Baratti nei mesi di giugno, luglio e agosto/settembre 2026. Nonostante le loro pratiche artistiche siano diverse, tutte si sono confrontate con la Casa Esagono da molteplici prospettive.

Le Ricerche a Casa Esagono

Arianna Tremolanti, curatrice indipendente che lavora con archivi e fenomeni culturali marginali, ha sperimentato una pratica autonoma. Il suo progetto consiste in una traccia audio di circa quaranta minuti, che include musica, registrazioni e testo scritto, destinata a trasformarsi in un’installazione. La sua ricerca esplora il passaggio da una curatela scritta a una orale.

Carolina Cappelli, la cui ricerca spazia tra cinema, performance e scrittura, si è concentrata sulla rappresentazione del femminile e sul rapporto tra genere cinematografico e costruzione dello sguardo. A Baratti, un incontro con la storia turistica locale, in particolare la scoperta che qui sarebbe sorto il primo villaggio turistico italiano, ha aperto nuove prospettive. Il suo lavoro mira a creare una situazione di dubbio e imbarazzo che possa evolvere in una festa, anche grazie alla collaborazione con una performer e animatrice conosciuta durante la residenza.

Per Rio Li Cui, la residenza ha segnato un ritorno alla pratica artistica dopo un periodo dedicato alla ricerca e alla progettazione culturale. Il suo approccio è fortemente site specific, e a Casa Esagono il punto di partenza è stato l’edificio stesso. Il progetto che sta prendendo forma è una struttura modulare composta da pannelli, da cui emerge una dimensione effimera e percettiva, legata agli elementi naturali come il vento, il mare, la sabbia, il suono e la posidonia. L’obiettivo è lavorare su scale temporali che superano quella umana, evocando tempi geologici.

Le tre ricerche, pur nella loro diversità, sono accomunate dal ruolo centrale della Casa Esagono come interlocutrice principale. Riattivare un’architettura significa sottrarla al rischio di diventare un reperto immobile o uno spazio generico. Nel caso dell’opera di Giorgini, il rapporto è più complesso: l’architettura, il paesaggio di Baratti, la memoria dell’archivio e le pratiche degli artisti contemporanei si sovrappongono, creando una sinergia dinamica.

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