Casa Crespi a Milano: Un Nuovo Museo FAI tra Storia, Musica e Cultura

scritto da Redazione
Veduta interna di Casa Crespi a Milano, futura casa museo del FAI.

Milano si prepara ad accogliere un nuovo spazio culturale grazie all’intervento del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Casa Crespi, storica dimora borghese progettata da Gio Ponti per l’imprenditore Fausto Crespi, sarà aperta al pubblico come casa museo dopo un accurato restauro. Situata in Porta Vercellina, in Via Verga 14, la residenza offre uno spaccato della vita dell’agiata imprenditoria milanese del Novecento, mantenendo intatti arredi, decorazioni e oggetti risalenti agli Anni Trenta.

La storia della dimora inizia nel 1931, quando Fausto Crespi, proprietario di un’impresa di produzione di arredi in ferro, vi si trasferì con la moglie e i loro cinque figli. La casa è stata donata al FAI per volontà del figlio di Fausto, Alberto Crespi, scomparso nel 2021 all’età di 99 anni. Questa donazione arricchisce il patrimonio milanese del FAI, affiancandosi a nuove acquisizioni come le Collezione Bagutta, Casa Livio e Collezione Grandi.

Il Restauro e la Conservazione

L’intervento di restauro previsto per Casa Crespi è co-finanziato dalla famiglia Crespi, che ha anche contribuito a parte del futuro mantenimento della struttura. I lavori interesseranno gli apparati decorativi, tra cui un ciclo pittorico di Francesco Tabusso che include una pala d’altare. Saranno restaurati anche gli interni storici, gli impianti e l’accessibilità, con l’obiettivo di preservare il carattere originale della casa senza alterazioni significative.

La Passione Musicale di Alberto Crespi

In omaggio ad Alberto Crespi, il FAI ha deciso di dedicare gli spazi della casa alla comprensione e all’ascolto della musica. Saranno organizzati workshop, incontri ed eventi. Alberto Crespi, oltre a essere un avvocato, coltivava una profonda passione per la musica. Aveva sostenuto da privatista tutti gli esami di musica al Conservatorio, coprendo materie come composizione, direzione d’orchestra e di coro, e pianoforte. Suonava quotidianamente pianoforte, clavicembalo e organo per due ore. La sua dedizione alla musica lo portò a rimuovere un bagno di servizio al primo piano per installare un organo a 1500 canne, tuttora funzionante. Alberto Crespi aveva inoltre donato al Museo Diocesano una collezione di 41 dipinti a fondo oro datati tra il XIV e il XVI secolo.

La Collezione Bagutta e la Cultura Milanese

L’obiettivo del FAI è trasformare la dimora in un museo che illustri una pagina della Milano del secolo scorso attraverso i suoi arredi, la vasta biblioteca e i quadri. Un intero piano sarà destinato alla Collezione Bagutta, donata al FAI da Gianfelice Rocca e Martina Fiocchi Rocca. Questa collezione è strettamente legata alla storia dell’omonimo premio letterario, il più antico d’Italia, e all’ambiente culturale milanese del Novecento.

La Collezione Bagutta comprende i disegni che adornavano la storica Trattoria Bagutta, sede del premio e chiusa dieci anni fa. Tra questi spiccano le “liste”, fogli spesso firmati da Mario Vellani Marchi, realizzati per le serate d’onore. Queste liste presentano caricature del festeggiato e le firme di personalità che vi parteciparono, tra cui artisti e intellettuali come Funi, Montale, de Chirico e Soldati, offrendo una testimonianza dell’effervescenza culturale milanese del periodo.

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