La fotografia, intesa come strumento di indagine esistenziale, è al centro della poetica di Carlo Garzia, fotografo nato a Bari nel 1944. La sua ricerca artistica, influenzata dal surrealismo, dal rigore antropologico di Mario Cresci e dal realismo psicologico di Diane Arbus, è attualmente celebrata nella mostra antologica intitolata ‘Belvedere’. L’esposizione è in corso a Carovigno, in provincia di Brindisi, presso la Galleria 32, diretta da Céline Chatillon.
Garzia, oltre a un percorso umanistico che lo ha portato all’insegnamento, ha sviluppato un’intensa attività creativa. Le sue prime ispirazioni includono Henri Cartier-Bresson e il realismo magico francese. Tra le tappe significative del suo percorso artistico si annoverano l’incontro con Mario Cresci negli anni Settanta a Matera, la fondazione della galleria Spazio Immagine a Bari nel 1978 e la partecipazione, sempre nel capoluogo pugliese, alla mostra ‘Viaggio in Italia’ del 1984, ideata da Luigi Ghirri.
Il Percorso Espositivo di ‘Belvedere’
La mostra di Carovigno, corredata da un testo critico di Carmelo Cipriani, è stata ideata dall’associazione Artes Punto di Svolta e organizzata in collaborazione con la Galleria 32 e Alberta Zallone. Il percorso espositivo offre una selezione di scatti realizzati da Garzia a partire dal 1975 fino ai giorni nostri, ripercorrendo le fasi principali della sua ricerca fotografica, che abbraccia un arco temporale di cinquant’anni. L’esposizione si articola in cinque sezioni tematiche.
L’apertura della mostra è affidata a ‘Traghetto per Itaca’, uno scatto che affronta il tema dell’assenza. Tra le sezioni principali, spicca ‘Parigi’, che documenta la profondità dello sguardo di Garzia come flâneur. Questa serie presenta fotografie in bianco e nero di soggetti e paesaggi urbani della capitale francese. In questa sezione è inclusa una fotografia che ritrae l’occhio inciso di una statua di cera, un riferimento al cortometraggio surrealista ‘Le chien andalou’ di Luis Buñuel.
Indagine sull’Identità e la Memoria
Un’altra sezione significativa è ‘Persona’, che raccoglie due serie, anch’esse in bianco e nero, dedicate al mondo circense e ai travestimenti del Carnevale di Putignano. I temi centrali di questa parte della mostra, in linea con la ricerca antropologica di Garzia, sono quelli della maschera e dell’identità.
Sono inoltre presenti la serie ‘Maman/papa’, che esplora la memoria familiare e i conflitti ad essa correlati, e il ciclo ‘Medicale’. In quest’ultimo, Garzia ritrae, con lirismo, il periodo di degenza vissuto tra il 2022 e il 2024, documentando la sua esperienza tra diversi ospedali. La sezione ‘Ripetizioni’ si concentra sui temi della caducità esistenziale e della trasformazione della temporalità, includendo le sue ‘Polaroid’, definite dall’artista come ‘fake Polaroid’, realizzate tra il 1998 e il 2008 con un apparecchio Durst. La mostra ‘Belvedere’ è visitabile a Carovigno fino al 13 settembre 2026.
