Il Museum of Art, Architecture and Technology (MAAT) di Lisbona, Portogallo, presenta la mostra “Anna Maria Maiolino. Poetic Earth” nella sua Galleria Ovale, dal 25 marzo al 31 agosto 2026. L’esposizione esplora la poetica dell’artista Anna Maria Maiolino, nata a Scalea nel 1942, attraverso sculture, disegni e la riproposizione di una performance storica. Le opere esposte, alcune realizzate decenni fa e altre create specificamente per lo spazio espositivo, evidenziano la ripetizione dei gesti quotidiani e il tatto come elementi centrali di una pratica artistica che diviene atto di resistenza.
La Galleria Ovale, con la sua forma organica, accoglie le sculture disposte sul pavimento. I visitatori sono invitati a percorrere una passerella circolare per osservarle. Lungo le pareti curve, disegni, note e schizzi incorniciati, numerati e firmati, come la serie “Tempestade de Ideias” (1991-2017), illustrano il processo creativo preliminare delle opere scultoree. Maiolino ha dichiarato che il disegno è per lei “un respiro vitale”, una preparazione per ciò che verrà ma anche un’opera di valore intrinseco.
L’Argilla e la Poetica del Lavoro Manuale
Il tempo e l’accumulazione sono aspetti fondamentali nella pratica di Maiolino. Le sue sculture sono concepite come opere in divenire, frutto della ripetizione di un gesto che, pur essendo naturale, si manifesta ogni volta in modo differente. Questo lavoro manuale trasforma l’atto del fare in un linguaggio poetico, dove il lavoro stesso diventa arte. L’artista sostiene che “nell’arte, potresti pensare di arrivare alla comprensione attraverso il pensiero, ma è l’atto del fare che ti mostra chi sei”.
Al piano terra, i visitatori incontrano le sculture bianche della serie “Hilomorfos” (2005), che evocano un senso di dialogo. Queste opere, realizzate con piccole parti di argilla grezza modellate a mano, contrastano con la natura più ruvida e metamorfica delle sculture esposte all’esterno. La serie “Do Barro à Escultura” (2026), creata in situ nella Galleria Ovale, ha visto l’impiego di otto tonnellate di argilla grezza, modellata dall’artista, dai suoi assistenti e da ceramisti locali. Queste sculture, pur apparendo pesanti, rivelano una fragilità intrinseca, poiché il materiale si asciuga e si trasforma nello spazio espositivo, cambiando colore, indurendosi e crepandosi. Esse materializzano la resistenza attraverso gesti quotidiani, manifestando vulnerabilità, sensibilità, tatto e cura, e costruendo qualcosa che sostiene e nutre. La filosofa Kathrin Busch ha osservato che per protestare contro il potere è necessario essere vulnerabili e creare spazi di fragilità, un principio che le sculture di Maiolino incarnano opponendosi alle cicatrici e alla sofferenza con “minuscoli gesti di gioia”.
Una Vita di Arte e Resistenza
Anna Maria Maiolino, nata in Italia nel 1942, ha trascorso l’infanzia in Venezuela e vissuto in Argentina e negli Stati Uniti d’America, stabilendosi in Brasile nel 1960. Qui, ha sviluppato gran parte del suo lavoro, inserendosi in una rete di artisti che riflettevano e protestavano contro la dittatura militare dell’epoca. L’arte ha rappresentato per lei una via per esprimere opinioni in un contesto in cui la comunicazione era limitata dall’Atto Istituzionale numero 5. L’artista ha descritto la sua esperienza di immigrata fuggita dalla guerra, affermando che l’arte l’ha “guarita” dalle cicatrici di una storia tragica.
Con sessantasei anni di attività artistica, Maiolino continua a creare. All’apertura di “Poetic Earth” nel marzo 2026, ha riproposto la performance “Entrevidas”, creata nel 1981 come manifesto contro la tortura e a favore della democrazia in Brasile. La performance, che vede l’artista guidare una persona attraverso una distesa di uova crude, genera consapevolezza e tenerezza. Questa azione, già riproposta al MASP di São Paulo nel 2025 con il nome “KA”, sottolinea la ricerca di rinnovamento dell’artista e la sua necessità di essere in pace con se stessa, oltre al sentimento di gioia che permea la sua creatività. A 84 anni, Maiolino continua a modellare, dare forma e toccare l’argilla, trovando nella creatività e nella gioia l’essenza della sua esistenza.
Il lavoro di Anna Maria Maiolino è stato riconosciuto a livello internazionale, con partecipazioni a dOCUMENTA 13 a Kassel nel 2012 e l’assegnazione del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia nel 2024 per l’opera “Year 1942”. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
